Una nuova tecnica di borseggio hi-tech sta preoccupando cittadini e turisti nelle principali città italiane, Roma inclusa. Si tratta della cosiddetta “truffa del POS”, un metodo subdolo e difficile da intercettare, che consente ai malviventi di prelevare somme anche ingenti dai conti delle vittime semplicemente avvicinando un POS portatile ai loro effetti personali.
Episodio a Roma
Basta un secondo, un gesto rapido in mezzo alla folla, e il gioco è fatto. I dispositivi contactless, infatti, non richiedono il PIN per transazioni inferiori a determinate soglie, ma in alcuni casi, sfruttando strumenti modificati o violando i limiti di sicurezza, i truffatori riescono a prosciugare carte di credito e conti bancari anche per importi considerevoli.
Un episodio emblematico si è verificato recentemente a Sorrento, dove i carabinieri hanno arrestato una cittadina peruviana di 36 anni. Nella sua borsa, gli agenti hanno trovato un POS contraffatto, già utilizzato con successo in altre città italiane, tra cui Roma.
Secondo le ricostruzioni, la donna aveva agito già lo scorso 28 aprile nella Capitale, approfittando del caos legato ai funerali di Papa Francesco, giornata in cui la città era gremita di pellegrini e rappresentanti istituzionali. All’interno della Rinascente di via del Tritone, aveva seguito una turista americana, fingendosi una semplice cliente. Avvicinando di nascosto il POS alla borsa della vittima, era riuscita a sottrarle ben 9.400 euro.
Le forze dell’ordine raccomandano massima attenzione, soprattutto nei luoghi affollati. Un consiglio utile? Dotare il proprio portafoglio di una protezione RFID, per schermare le carte e impedire il passaggio dei dati. Una precauzione che può fare la differenza.