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Portuense, profanata la parrocchia di San Paolo della Croce: chiesa chiusa per i rilievi

Portuense, profanata la parrocchia di San Paolo della Croce: chiesa chiusa per i rilievi

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Profanata la parrocchia di San Paolo della Croce in via Poggio Verde, nel quartiere Portuense. Nel pomeriggio, quattro persone si sono introdotte nell'edificio sacro, lasciando feci sul pavimento, rovesciando l'olio santo, imbrattando con un pennarello la tovaglia dell'altare e danneggiando un'immagine sacra. L'azione è stata interrotta dall'irruzione del viceparroco, allertato dai rumori, che ha "rovinato" il piano dei vandali. La chiesa è stata chiusa per consentire i rilievi e gli accertamenti.

Indagini in corso e chiesa chiusa

Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia Scientifica, impegnati a raccogliere tracce e riscontri utili a identificare i responsabili. L'accesso alla parrocchia è stato temporaneamente interdetto per permettere le operazioni tecniche e documentare i danni all'interno. La comunità locale, profondamente colpita dall'accaduto, attende l'esito degli accertamenti per la riapertura dell'edificio di culto.

Le parole del teologo

«Non è un fatto casuale - avverte il teologo esorcista padre Giacobbe Elia - Siamo di fronte a un atto premeditato, evidentemente voluto. Anche l'essersi espressi in più modi, rovesciando l'olio, danneggiando un quadro della Madonna e defecando in terra, è un atto verso Gesù e la nostra religione».

«I ragazzini possono fare una bravata - spiega - ma non si va in chiesa per soddisfare il desiderio di trasgressione. Queste cose, come quando in Vaticano un uomo fece irruzione nella Basilica di San Pietro e urinò sull'altare, non sono un raptus, se vogliamo essere onesti. Mi preoccupano molto casi del genere, evidentemente siamo di fronte a uno scontro di civiltà che, sebbene in molti non vogliano vedere, è in atto. Quando si muovono dei processi storici, vanno avanti per forza propria, al di là della consapevolezza di chi vi assiste. E' il tempo che scorre e noi non lo decodifichiamo, non lo comprendiamo. C'è una frase di Sant'Agostino che dice: "Quando ci lamentiamo dei tempi, in realtà siamo noi a rendere brutti quei tempi"».

I precedenti a Roma e sul litorale

L'episodio si inserisce in una scia di atti sacrileghi a Roma. A settembre, feci furono lanciate contro gli affreschi della Basilica di Santa Maria degli Angeli; due mesi dopo, feci vennero trovate sull'altare della parrocchia San Nicola di Bari a Ostia. Anche in questo caso, la priorità resta l'individuazione dei responsabili e il ripristino della piena fruibilità del luogo di culto.