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Pomezia, indagato 52enne per propaganda neonazista: perquisizione del Ros

Pomezia, indagato 52enne per propaganda neonazista: perquisizione del Ros

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Pomezia sotto i riflettori delle forze dell’ordine. I carabinieri del Ros, coordinati dai magistrati del Dipartimento antiterrorismo della Procura, hanno perquisito l’abitazione di un 52enne residente alle porte di Roma, indagato per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, con l’aggravante della negazione o della grave minimizzazione della Shoah. L’uomo, abituale utilizzatore dei social, su X aveva pubblicato messaggi come «Distruggeremo gli ebrei e il giudaismo satanico criminale. Dio è con noi», «La crociata finale contro gli ebrei sta arrivando» e «Chiunque abbia armi nucleari dovrebbe prendere in considerazione l'idea di lanciarle contro Israele e gli Stati Uniti».

Perquisizione a Pomezia

L’intervento è avvenuto nella giornata di mercoledì. L’indagato, un disoccupato, ha ammesso di aver postato quei contenuti. Nel corso delle attività, i militari hanno rilevato sul computer un salvaschermo con una svastica. Dalle prime verifiche emerge che l’uomo comunicava su tre piattaforme informatiche, in contatto con almeno dieci indirizzi ora al centro degli approfondimenti investigativi. Gli inquirenti non escludono collegamenti con una rete di suprematisti e negazionisti, attiva in Italia e all’estero.

Gli elementi contestati

Secondo gli accertamenti, l’indagato avrebbe diffuso contenuti di odio e apologia. Gli investigatori hanno riscontrato che il 52enne ha propagandato «idee fondate sull’odio razziale, nazionale e religioso, con particolare riguardo alla comunità ebraica, esaltato la riproposizione di ideologie neonaziste, con chiari rimandi al Terzo Reich e alle SS, diffuso immagini di apologia di Adolf Hitler e di apologia del fascismo», nonché «istigato a commettere atti violenti per motivi razziali, nazionali e religiosi nei confronti della comunità ebraica e degli Stati Uniti d’America», diffondendo «materiale di chiaro contenuto negazionista del crimine storico della Shoah, anche mediante l’uso di frasi del tipo “L’olocausto è un’invenzione degli ebrei. L’olocausto non è mai accaduto».

Il monitoraggio online

Le indagini sono «avviate dal monitoraggio internet riconducibile all’area suprematista e neonazista presente su vari social media», tra cui X, e hanno individuato nell’uomo il gestore di più profili usati per diffondere tali ideologie. Per chi indaga inoltre «lo stesso indagato ha utilizzato, per la sua diffusione, la piattaforma social X che consente la pubblicazione in tempo reale di contenuti visibili da un numero sempre maggiore di utenti, anche minorenni, da tutto il mondo».