Ricerca nel Sito

PIT Piazza di Spagna, la Soprintendenza torna indietro

PIT Piazza di Spagna, la Soprintendenza torna indietro

Piazza-di-Spagna

PIT Piazza di Spagna, arriva il dietrofront della Soprintendenza. Ecco un'interrogazione al ministro Giuli per chiedere conto del passo indietro della Soprintendenza: nel 2015, bocciò un analogo intervento.

PIT Piazza di Spagna, la Soprintendenza torna indietro

La realizzazione di un punto d’informazione turistica in piazza di Spagna continua a sollevare polemiche. Benché il PIT sia già stato installato, non è un freno all’iniziativa parlamentare che Valentina Grippo, deputata di Azione e vicepresidente della commissione cultura alla Camera, ha deciso di avviare.

“L’infopoint installato a Piazza di Spagna a Roma in prossimità della scalinata di Trinità dei Monti, va in contrasto con l’equilibrio estetico della Piazza e ha un impatto negativo sul luogo sia dal punto di vista visivo, sia da quello paesaggistico” ha detto la parlamentare di Azione che ha portato il caso all’attenzione del ministro della cultura Giuli.

“Riteniamo, infatti, anomala l’approvazione di un progetto bocciato anni prima, essendo identico e rimaste invariate le condizioni ambientali e paesaggistiche di Piazza di Spagna” ha commentato Grippo che ha redatto la propria interrogazione “a partire dall’audizione della Soprintendenza in Commissione Speciale Giubileo e PNRR del I Municipio, presieduta da Maurizia Cicconi”. Contro la realizzazione del PIT si erano schierati anche 60 intellettuali tra i quali molti paesaggisti ed urbanisti che avevano contestato la scelta della sede. Tra le realtà che si erano schierate contro l’operazione l’associazione Carte in Regola e Italia Nostra, solo per citarne un paio.

Al ministro Giuli - ha chiarito Grippo - chiediamo in particolare quali siano i criteri attraverso cui è stata fatta la valutazione sull’installazione, modificando il giudizio pregresso, ma anche se vi siano altri casi di progetti analoghi per i quali la Soprintendenza stia valutando, o abbia valutato, di intervenire in modo difforme da quanto fatto in precedenza. Ci auguriamo che il ministro della Cultura intervenga in fretta, poiché quanto sta avvenendo rappresenta un oltraggio al decoro urbano e all'identità della città, oltre che un'operazione fortemente impattante sul tessuto storico e sul patrimonio Unesco”.