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Pini simbolo della Capitale. Le associazioni marciano per salvare gli alberi

Pini simbolo della Capitale. Le associazioni marciano per salvare gli alberi

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“Non si possono perdere migliaia di ettari di pinete, com’è accaduto a Ostia e sul litorale romano” hanno detto gli attivisti di Villa Glori che hanno deciso di mobilitarsi per i pini della villa. Così hanno deciso di mobilitarsi per chiedere all’amministrazione cittadina più attenzione alla cura degli alberi.

Gli alberi interessati sono quelli che hanno subito gli effetti della “Toumeyella parvicornis”, ossia la cocciniglia tartaruga. Il parassita ha distrutto il verde della Capitale. Ha cominciato infatti a espandersi a macchia d’olio su tutta la città, infestando gli alberi.

Il problema dell’abbattimento

L’insetticida individuato, l’ “abamectina”, è stato in grado di uccidere la cocciniglia tartaruga. Questo ha anche permesso l’incremento degli interventi per salvaguardare i pini di Roma, il problema però è che nel frattempo molti alberi sono stati abbattuti o potati.

Tra i partecipanti alla mobilitazione, ci saranno anche i consiglieri della lista civica Calenda, promotrice della richiesta di un catasto degli alberi. “Insieme a cittadini e associazioni, marceremo in difesa dei pini di villa Glori e di tutte le ville storiche di Roma – ha detto la capogruppo Flavia De Gregorio – vogliamo sapere come il Campidoglio vuole affrontare questo problema e quali tipi di endoterapia sono previsti, considerato che, se non fatti celermente, scongiureranno alla nostra città la perdita di ettari di pineta”.

Diceva Venditti

“Come i pini di Roma, la vita non li spezza dice la famosa canzone di Antonello Venditti, ma il comune sì, può spezzarli se avvalla interventi spesso barbarici che riducono le chiome da ombrello a pennello: sono tagli che indeboliscono i pini domestici e impediscono loro di reagire bene alle cure” dicono gli attivisti di Villa Glori.