Ascolta l'Audio dell'Articolo
Piazzale Flaminio torna al centro del dibattito commerciale romano. Gli ambulanti annunciano un ricorso al Tar contro lo spostamento disposto dal Campidoglio verso piazza Mancini, contestando l’assenza di un confronto preventivo con la categoria. Il caso, riferiscono le associazioni di settore, potrebbe diventare un precedente per l’intero comparto degli operatori su area pubblica, che a Roma conta circa 12 mila addetti.
La mossa legale degli ambulanti
La Federazione italiana venditori ambulanti (Fiva, Confcommercio Roma) sostiene che la delocalizzazione sia stata definita senza un percorso di concertazione. «E adesso? Faremo ricorso al Tar e vedremo l’esito».
Valter Papetti, presidente Fiva Roma, richiama la precedente pronuncia amministrativa sottolineando la necessità di coinvolgere gli operatori nella scelta delle nuove postazioni: «è vero che c’è già stata una sentenza, e diceva che le bancarelle andavano spostate. Però bisognava concordare con la categoria la nuova collocazione. Ma non c’è stata alcuna concertazione, il trasferimento a piazza Mancini lo dimostra».
Le criticità della nuova collocazione
Secondo Fiva-Confcommercio, l’area individuata accanto all’autostazione di piazza Mancini non garantirebbe condizioni analoghe a quelle di piazzale Flaminio. «Il trasferimento è ovviamente penalizzante per gli operatori, piazza Mancini non ha niente a che vedere con piazzale Flaminio — dice Papetti —. Noi avevamo proposto di spostare le bancarelle in un altro punto del piazzale, dove non ci sarebbe stato alcun problema di sicurezza e i banchi sarebbero stati ordinati e sotto controllo. C’era anche la disponibilità a ridurre gli spazi pur di restare. Ma il Municipio ha ricevuto pressioni da comitati di quartiere».
Un settore in tensione
Nel quadro complessivo, gli operatori segnalano un disagio diffuso tra norme europee e regolamenti locali, con contenziosi in corso e decisioni sospensive, come l’ultima del Tar sui camion bar. «C’è malcontento e sofferenza nel settore — ancora la Fiva — E questo si sta trasformando in tensione nei confronti del Comune».