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Piazza Vittorio, gli ex magazzini Mas diventano un'Accademia di moda

Niente più giacche, maglie, intimo e vestiti a basso costo, al loro posto aule e laboratori. Si trasformano così gli storici Magazzi Mas di Piazza Vittorio, un tempo punto di riferimento per i romani in caccia di affari, che presto diventeranno la nuova sede dell’Accademia Costume & Moda. I 6.700 metri quadrati ospiteranno l’accademia che negli anni ha formato professionisti come Frida Giannini e Alessandro Michele, l’ex e l’attuale direttore creativo di Gucci.

Il progetto definitivo della nuova Accademia dovrebbe iniziare a inizio 2023, dopo i lavori di svuotamento degli spazi iniziati in questi giorni. A comprare i vecchi Magazzi Mas è stata la Azimut Libera Impresa Sgr, piattaforma del gruppo del risparmio gestito Azimut.

L’Accademia Costume & Moda ha commentato così l’imminente passaggio in zona Piazza Vittorio, a Roma: “L’Accademia da ormai qualche anno, è alla ricerca di ulteriori spazi per accogliere la crescita delle sue attività”.

E ancora: “Nonostante la recentissima inaugurazione della nuova sede di Milano lo scorso 14 settembre, le radici dell’Accademia rimangono fermamente legate alla città di Roma dove è nata nel 1964 con i patrocini del Comune, Camera Nazionale della Moda Italiana e del ministero delle Politiche del Lavoro. A questo proposito, abbiamo appena opzionato gli spazi dei vecchi magazzini Mas. Da quello che ci risulta, è appena iniziata la fase di strip-out, alla fine della quale si potrà verificare se si potranno convertire per accogliere le attività dell’Accademia».

Andrea Cornetti, amministratore delegato Re e Infrastrutture di Azimut Libera Impresa Sgr, ha aggiunto: “Siamo entusiasti di questa nuova operazione perché ci consente di restituire un pezzo di storia alla città ed è in linea con lo spirito promotore del Fondo Ipc. È un’opportunità di investimento ad elevato potenziale e al contempo un progetto dal forte impatto formativo-didattico che produrrà anche effetti positivi di rivitalizzazione socio-economica del quartiere», ha proseguito, sottolineando che il gruppo guarda al «settore della young economy e dell’educazione» per realizzare investimenti in infrastrutture «che sappiano coniugare ritorni economici e sostenibilità”.

G.