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Piazza di Siena, il rilancio vale 33,73 milioni: investimenti e restauri a Villa Borghese

Piazza di Siena, il rilancio vale 33,73 milioni: investimenti e restauri a Villa Borghese

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Piazza di Siena celebra il centenario del Concorso Ippico Internazionale e, insieme, un percorso di rigenerazione che dal 2017 ha rimesso al centro Villa Borghese e il suo patrimonio storico. «Piazza di Siena oggi non celebra soltanto l’edizione del centenario di un meraviglioso concorso ippico: inaugura il risultato di una visione. Dal 2017 a oggi abbiamo accompagnato una trasformazione profonda che, grazie agli investimenti pari a 1,7 milioni di euro, ha restituito a questo luogo straordinario la sua identità più autentica. Oggi Piazza di Siena è tornata a essere uno smeraldo nel cuore della città, attraverso restauri, interventi di ripristino, manutenzione e la bonifica del Galoppatoio realizzati in piena sintonia con la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali». Lo sottolinea l’amministratore delegato di Sport e Salute, Diego Nepi Molineris.

L’impatto economico dell’edizione 2026

Secondo le stime elaborate da Sport e Salute, l’edizione 2026 del Concorso Ippico Internazionale di Piazza di Siena genererà un indotto economico di 33,73 milioni di euro, in crescita rispetto ai 26,67 milioni registrati l’anno precedente. Ogni euro investito potrebbe attivare 2,14 euro di valore economico complessivo. «È la conferma di come investire nello sport significhi produrre valore, sviluppo e futuro», afferma Nepi Molineris, che aggiunge: «L’eredità più importante non è quella di un’edizione ma quella che consegniamo alle generazioni future. Piazza di Siena deve dimostrare che i grandi eventi possono produrre bellezza, non consumo. Ogni restauro è un atto di responsabilità verso la memoria della città. Il nostro lavoro guarda avanti: vogliamo una Villa Borghese sempre più aperta, accessibile, viva e partecipata, con sport gratuito, servizi per le famiglie, innovazione e qualità degli spazi. Immaginiamo un luogo vissuto dai cittadini ogni giorno, uno spazio capace di coniugare tutela del patrimonio e qualità della vita. Sul modello di Central Park o dei grandi parchi londinesi».

Restauri, sostenibilità e tutela del patrimonio

Il concorso romano si propone come modello di rigenerazione, capace di lasciare un’eredità concreta agli spazi pubblici. Scelta simbolica e funzionale è stato il ripristino del manto erboso naturale nell’anello di gara, con la rimozione della sabbia silicea, per restituire armonia visiva e migliorare la permeabilità del suolo. Hanno fatto seguito il recupero delle gradinate settecentesche, la rinascita del Galoppatoio come spazio aperto, il restauro del Casino dell’Orologio e gli interventi sulla Valle dei Platani, oltre al recupero della Mostra dell’Aqua Felix, dell’emiciclo di Piazzale delle Canestre e della Fontana dei Pupazzi. A questi si aggiunge il restauro della Fontana dei Cavalli Marini, con soluzioni tecnologiche per la protezione del monumento e un moderno sistema di ricircolo dell’acqua orientato alla sostenibilità. Complessivamente sono stati investiti 1,7 milioni di euro, con 900mila euro destinati alla manutenzione ordinaria e 800mila agli interventi straordinari, in accordo con la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.

I prossimi passi per Villa Borghese

La visione per l’area prevede l’apertura continuativa del parco, con la prospettiva di renderlo accessibile 24 ore su 24 per sette giorni alla settimana. Il modello dello Stadio dei Marmi sarà replicato a Roma con attività sportive gratuite tutti i giorni a partire da metà settembre, a testimonianza di un utilizzo inclusivo degli spazi pubblici. Sono inoltre in programma il potenziamento dell’illuminazione, azioni mirate per accrescere la sicurezza, la digitalizzazione dell’area con servizi tecnologici a supporto della fruizione, il coinvolgimento del volontariato, l’ampliamento dei servizi igienici e dei punti di ristoro, nuovi servizi dedicati alle famiglie e la creazione di aree attrezzate per visitatori e cittadini.