Emanuele Camilli, 45 anni, romano cresciuto tra l’Olgiata e Pomezia, torna a indossare l’azzurro nella Coppa delle Nazioni dello Csio di Roma a Piazza di Siena. Reduce dall’esperienza ai Giochi di Parigi 2024, il cavaliere guarda già al traguardo più ambizioso: il podio olimpico di Los Angeles 2028.
La spinta di Roma e il ritorno in azzurro
Per Camilli, l’erba di Villa Borghese è soprattutto casa e responsabilità. «È sempre una grandissima emozione, perché è la mia città, quindi c’è una pressione in più. Ho due cavalli candidati per la Coppa delle Nazioni: Chacco’s Gstar e Chacareno. Sono molto fiducioso».
Dalle scuderie di Capannelle alla ribalta internazionale
La sua storia parte dalle scuderie di Capannelle, dove ha mosso i primi passi seguendo il padre. «Quando ero veramente piccolo, aiutavo mio padre ad allenare qualche cavallo da corsa. Lui già faceva salto a ostacoli e io ho iniziato sulla sua scia». In quegli anni, tra sacrifici e cavalli da recuperare, si è formata la sua identità sportiva: «Sì, prendevamo cavalli che erano stati un po’ degli scarti, nel senso che non erano abbastanza veloci nello steeplechase(corsa a ostacoli, ndr)». Un percorso che Camilli riassume così: «Sono stati anni di grandi sacrifici, ma ho dei bellissimi ricordi. Facevo della mia passione un lavoro».
Dopo il liceo, la scelta di campo passa dal commercio e dalla formazione in sella. «Ho iniziato a lavorare per un commerciante di Milano, Giuseppe Allegri. Da lì ho capito quale poteva essere la mia strada». Poi l’approdo nei circuiti nordeuropei: «Forse lì ho trovato il cavallo chiave, molto difficile da giovane, ma con enormi potenzialità. Con lui ho fatto i miei primi 5 stelle e i Mondiali».
Da Parigi 2024 al sogno Los Angeles
Protagonista nel percorso che ha riportato l’Italia ai Giochi, Camilli definisce l’Olimpiade con parole nette: «Le Olimpiadi sono il sogno di tutti gli atleti, un’esperienza indescrivibile e indimenticabile». Oggi vive e lavora in Germania, senza recidere il legame con la capitale. «Ho una scuderia, la stabilità, ma qui c’è la mia famiglia. Però quando sono lontano da Roma, la mia città mi manca moltissimo. Anche la mia compagna Vivien si è innamorata di Roma, ma per il nostro lavoro è molto più conveniente stare all’estero». L’obiettivo resta uno, dichiarato con chiarezza: «Io sono molto più legato allo sport che all’allevamento. Ho sempre cercato di coltivare il sogno e ho lavorato tantissimo. Nel mio futuro ora c’è un solo desiderio: vincere le Olimpiadi di Los Angeles».