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Piante anti-siccità, al centro di Roma via alla novità

Piante anti-siccità, al centro di Roma via alla novità

emergenza cocciniglie

Piante anti-siccità, al centro di Roma via alla novità. I cambi climatici portano a decisioni perentorie e cruciali. Ecco il sì a ulivi e aloe: al centro arrivano le piante resistenti alla siccità. Il municipio I ha approvato l'introduzione di alberi e piante grasse in chiave anti siccità.

Piante anti-siccità, al centro di Roma via alla novità

Arbusti e piante per contrastare gli effetti del cambiamento climatico e dunque evitare di mettere a dimora esemplari che, senza la giusta irrigazione, possano seccarsi. Per migliorare le garanzie di attecchimento occorre evitare distese di alberi secchi come in piazza della Repubblica o nel parco di San Sebastiano, e puntare su essenze resistenti. Ed è quello che vuol fare il municipio I.

Il parlamentino del Centro storico e dell’ex municipio XVII, il 26 giugno, ha approvato all’unanimità un provvedimento che mira ad una gestione più sostenibile del verde urbano. “Con questa risoluzione chiediamo che, nelle fioriere e negli spazi verdi del nostro territorio, vengano introdotte progressivamente specie vegetali resistenti alla siccità e compatibili con l’irrigazione discontinua” ha spiegato il primo firmatario del provvedimento, Lorenzo Minio Paluello (Roma Futura). Si tratta quindi di scegliere “piante mediterranee, xerofile e a basso fabbisogno idrico, già adottate in molte città europee, da Barcellona ad Atene”.

Il provvedimento sottoscritto dal municipio I riguarda un elenco di specie che risultano più compatibili con le alte temperature, come l’ulivo. Altre specie arboree chiave in tal senso sono il leccio (Quercus ilex) il pino d’Aleppo (Pinus halepensis) il pino comune (Pinus piena), il carrubo (Ceratonia siliqua) e le palme.

“Questa è una vittoria condivisa, che dimostra una visione comune sugli effetti concreti del cambiamento climatico e una volontà unanime di puntare su soluzioni innovative, sostenibili e replicabili. Roma ha bisogno di scelte intelligenti e lungimiranti – ha aggiunto il capogruppo di Roma Futura – il verde non può più essere trattato solo come arredo urbano, ma come parte integrante della strategia climatica e della cura dello spazio pubblico”. Il primo municipio prova a dare l’esempio.