Durante le prime fasi della pandemia non è stato commesso alcun reato. Così ha sentenziato la Procura di Roma, che ha chiesto l’archiviazione dei nove indagati, tutti ex dirigenti del Ministero della Salute, nell’ambito dell'inchiesta sull’aggiornamento del piano pandemico e sulle eventuali omissioni nella definizione dettagliata dei piani per contrastare le emergenze sanitarie. Secondo le indagini infatti il piano, che doveva essere modificato considerando il cambiamento della situazione epidemiologica, era in fase di aggiornamento. Quindi non ci sono, secondo i magistrati, responsabilità penali. L’inchiesta era approdata a Roma per competenza territoriale. Erano stati infatti i pm di Bergamo e Brescia ad aprire i fascicoli in cui, a seconda delle posizioni, erano stati ipotizzati diversi reati: rifiuto e omissioni in atti d’ufficio, falso e truffa. Già lo scorso giugno il tribunale dei ministri aveva archiviato tre ex ministri della Salute, Roberto Speranza, Giulia Grillo e Beatrice Lorenzin. Adesso invece il pm Claudia Terracina e l’aggiunto Paolo Ielo hanno chiesto una nuova archiviazione.