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Peste suina, il Tar Lazio annulla abbattimento cinghiali e maiali della Sfattoria

Peste suina, il Tar Lazio annulla abbattimento cinghiali e maiali della Sfattoria

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"Gli animali della La Sfattoria Degli Ultimi sono salvi". Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso contro l'abbattimento degli oltre 140 suidi ospiti nella struttura alle porte di Roma. Annullato quindi l'ordine dell'Asl RM1 di abbattimento dei suini e cinghiali, adottato l'8 agosto scorso dall'Asl ai fini di controllo e prevenzione dell'epidemia di peste suina africana.

"Il Tar, - spiega la Sfattoria degli ultimi - con una lunga sentenza di 49 pagine, pure resa in forma semplificata, ha accolto il ricorso della Sfattoria degli Ultimi contro l'abbattimento degli oltre 140 suidi lì custoditi, ritenendo il provvedimento illegittimo per tutti i motivi che la difesa ha elencato nel ricorso e dunque salvando definitivamente la vita agli animali. La Asl Roma 1 potrà e dovrà comunque continuare a svolgere il suo ruolo finalizzato alla prevenzione della psa. L'atto di abbattimento dell'8 agosto, secondo il Tar Lazio, è viziato sotto numerosi profili della motivazione addotta dalla Asl medesima, in particolare per assenza completa di istruttoria, contraddittorietà manifesta e violazione di legge rispetto alle norme europee».

"Siamo felici di questo risultato sperato fino all'ultima udienza ed ottenuto grazie alla corretta lettura delle norme che la Asl invece aveva interpretato violando i principi dell'azione amministrativa anche in casi così estremi come la tutela della salute in casi di psa" spiega l'avvocato della Sfattoria Angelita Caruocciolo.

"La sentenza - prosegue il legale - dimostra, pur riconoscendo la complessità delle norme, che la Asl ha assunto un provvedimento abnorme senza svolgere adeguata istruttoria. Questo risultato è però solo la prima pietra che la ricorrente intende porre perché le norme in tema di gestione della psa siano correttamente applicate dalle autorità amministrative italiane. Ed io concordo pienamente, poiché gli ultimi eventi stanno dimostrando un accanimento ed un'attività anch'essa illegittima nei confronti dei cinghiali urbanizzati. L'impegno in questo procedimento giudiziario è stato notevole, ma la soddisfazione è grande perché abbiamo dimostrato che, anche nei casi di rischi della salute, non sempre le amministrazioni agiscono correttamente. Quindi l'attenzione da parte della collettività deve rimanere alta. Questa sentenza dimostra che è possibile applicare la legge in modo efficace e alto, rispettoso di ogni forma di vita". (eg)