Oggi, martedì 20 maggio 2025, il personale dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) è stato protagonista di una giornata di sciopero, con un’astensione dal lavoro dalle 9:30 alle 17:30. La protesta, promossa unitariamente dalle sigle sindacali FISAC-CGIL, FIRST CISL, UILCA, UGL AUTHORITY e SIBC-CISAL, arriva in un momento altamente simbolico: proprio oggi, infatti, l’Autorità è chiamata a presentare a Governo e Parlamento la Relazione annuale sull’attività svolta nel 2024.
Sciopero del personale ANAC
La decisione è stata confermata all’unanimità dai partecipanti alla riunione generale del personale tenutasi il 14 maggio, che ha registrato una larga partecipazione e un forte consenso intorno alle ragioni della protesta. Secondo un comunicato congiunto dei sindacati “Il personale, nonostante abbia sempre garantito l’espletamento delle attività istituzionali, oggi, con l’adesione allo sciopero, intende denunciare il profondo rammarico per una gestione dell’Autorità che ha portato a un clima sempre più insostenibile di chiusura, unilateralità e svuotamento del confronto sindacale”.
Secondo quanto denunciato dai lavoratori, le recenti scelte dell’amministrazione in materia di welfare, previdenza e trattamento di quiescenza avrebbero avuto effetti fortemente penalizzanti, non solo sul piano economico, ma anche su quello della trasparenza e della partecipazione. Tali misure, adottate senza un confronto preventivo, sarebbero in contrasto con quanto stabilito dal Regolamento sull’Ordinamento Giuridico ed Economico del personale e dal Protocollo sulle Relazioni Sindacali.
Nonostante il malessere espresso con forza, i dipendenti dell’ANAC non chiudono del tutto le porte al dialogo. L’assemblea del personale ha infatti ribadito la disponibilità a riprendere il confronto con l’amministrazione, a patto che venga dato un segnale concreto: la revoca delle decisioni assunte