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Pedro: "La Lazio mi ha restituito la gioia di giocare a calcio"

Pedro è intervenuto ai microfoni di El Dia per commentare il suo rinnovo con la Lazio.

Le parole di Pedro

"Ho prolungato per un anno e la verità è che sono contento, perché a Roma sto bene e la Lazio mi ha fatto sentire ancora un giocatore, mi ha restituito la gioia. Mi sento a mio agio, nonostante l’età sia un handicap. Non mi rimane molto tempo, ma ora custodisco ogni momento con saggezza, perché un giorno dovrò dedicarmi ad altro. L’età è un fattore determinante, ormai il telefono non squilla più come una volta (ride, ndr). Ora mi godo il calcio in un altro modo, la preparazione alla gara e alla seduta di allenamento è diversa. Ma la più grande differenza è che adesso i miei figli possono vedermi, si godono con me questi ultimi momenti. Mi alleno spesso con il mio primogenito. Sto sperimentando un altro modo di vivere la professione, sono sempre molto esigente con me stesso. Restare nell’élite per così tanti anni non è semplice, io e Sergio Ramos siamo rimasti tra gli indistruttibili. Ho vissuto momenti difficili, venivo da un contesto piccolo e avevo 16 anni. Ho rinunciato a tante cose per coltivare il sogno di diventare calciatore. Alla Masía (vivaio del Barcellona, dr) la disciplina era molto rigida. dalle ore di sonno al peso di ogni pasto, tutto era calcolato nei minimi dettagli. Da fuori sembra tutto bello, ma senza il sostegno di famiglia e amici non avrei resistito. La testa conta moltissimo. Eravamo in tanti ad avere le stesse ambizioni, tutti giocatori forti: da Giovani dos Santos a Bojan, poi alcuni restano indietro. Quando Guardiola mi chiamò nel suo ufficio e mi preannunciò la convocazione con i grandi, la mia famiglia organizzò una festa. Non pensavo di debuttare, invece entrai al posto di Samuel Eto’o, impressionante. Ho imparato dai migliori: da Messi a Ronaldinho, da Giuly a Henry".