Dal 17 al 22 febbraio va in scena a Roma “Pazza” di Tom Topor, un testo potente e inquieto che mette al centro un’aula di tribunale e, soprattutto, una verità scomoda. Sul palco Vanessa Gravina e Nicola Rignanese guidano una storia che parte da un’accusa di omicidio e si trasforma in un viaggio dentro le pieghe più oscure di una famiglia apparentemente irreprensibile.
La protagonista è Claudia, escort d’alto livello, finita sotto processo per la morte di un anziano cliente. Il rischio è pesantissimo: venticinque anni di carcere. I genitori, esponenti di una ricca famiglia borghese, scelgono una strategia drastica: farla dichiarare incapace di intendere e di volere per evitarle il carcere e ottenere il ricovero in una struttura psichiatrica, con la prospettiva di un ritorno alla libertà in tempi più brevi.
Ma Claudia non accetta di essere “salvata” in quel modo. Allontana il legale scelto dalla famiglia e si affida a un avvocato d’ufficio, Aaron Levinsky. È lui a cogliere, dietro l’atteggiamento spigoloso e respingente della donna, una mente lucida, pronta a difendersi non con sotterfugi ma con la verità. Una verità dolorosa, tagliente, che porta alla luce dinamiche familiari disturbanti, tra repressioni e ambiguità mai risolte. Il delitto diventa così l’ultimo anello di una catena di tensioni e pressioni esplose in una reazione estrema.
"In un periodo storico in cui la violenza sulle donne è in preoccupante aumento nel nostro paese, cercheremo di entrare dentro i segreti di una famiglia borghese - spiega il regista- Quante volte abbiamo sentito la frase, dopo un caso di violenza tra le mura domestiche, 'sembrava una famiglia normale' da parte di conoscenti o testimoni. Per sviscerare i segreti della famiglia di Claudia, la nostra protagonista che verrà interpretata con rara sensibilità da Vanessa Gravina, servirà un osservatore esterno, una persona capace di comprendere dalle sfumature comportamentali, dai piccoli gesti dei componenti della famiglia, il segreto e il dolore che viene nascosto, come avviene nella realtà, da troppo tempo".