Pasqua a Roma si conferma un appuntamento centrale per la ristorazione, tra prudenza e voglia di tornare a tavola fuori casa. Tra incognite meteo e un contesto internazionale complesso, le prenotazioni mostrano segnali di tenuta, con il centro storico animato dalle presenze straniere e i residenti del Lazio orientati verso litorale, Castelli Romani e aziende agricole del territorio.
Numeri nazionali e spesa in aumento trainata dai prezzi
Secondo le stime del Centro Studi Fipe-Confcommercio, in Italia saranno circa 6,2 milioni i clienti pronti a sedersi in oltre 113 mila ristoranti aperti durante le festività, per una spesa complessiva attorno a 403 milioni di euro, in lieve crescita (+1,2% rispetto al 2025) soprattutto per effetto dell’inflazione. Un sondaggio Ipsos per Confesercenti indica inoltre che a scegliere il ristorante sarà un italiano su tre (l’11% del campione intervistato), un dato che fotografa l’orientamento a celebrare il rito del pranzo festivo senza allontanarsi troppo da casa.
Roma tra turismo estero e ritorno degli italiani
Nel Lazio il quadro rispecchia l’andamento nazionale, con attese positive per i flussi verso la Capitale. «Nei prossimi giorni a Roma si attende un’affluenza turistica importante, dall’estero ma anche dall’Italia, con un ritorno del turismo nazionale spinto dalla situazione globale — commenta Sergio Paolantoni, presidente Fipe-Confcommercio Roma —. Questo fa ben sperare la ristorazione romana, diciamo che c’è grande ottimismo».
L’afflusso in centro storico sarà guidato in prevalenza dai visitatori stranieri, mentre molti romani opteranno per una giornata fuori porta. Le mete più gettonate restano il litorale laziale e i Castelli Romani, con una preferenza per esperienze enogastronomiche a breve raggio e facilmente raggiungibili.
Ristorazione romana: crescita del 3% ma spesa più prudente
Per il comparto della ristorazione, Fiepet Confesercenti registra un +3% nelle previsioni. Lo evidenzia Claudio Pica, che sottolinea un incremento spinto dal turismo di prossimità e dalla domanda interna, ma con scontrini medi più cauti: «Non ci aspettiamo il pienone ma il turismo aumenta, soprattutto quello di prossimità. Si tratta però di turismo poco spendente, perché mancano all’appello tanti americani, cinesi, giapponesi. Diciamo che a soffrirne maggiormente sono i negozianti, mentre i ristoranti possono contare sui molti italiani che hanno deciso di non lasciare l’Italia a Pasqua».
La tendenza a rimanere in regione rafforza i pranzi festivi in città e in provincia. «Alle Maldive si preferiranno, di necessità, le seconde case al mare o in provincia — aggiunge Pica — ma se si parte meno magari ci si concede un pranzo in più». Un orientamento che, per Roma, si traduce in tavole piene nelle aree più turistiche e in un buon movimento nei quartieri serviti da locali di tradizione.
Agriturismi del Lazio, prenotazioni in forte rialzo
Coldiretti Lazio conferma un vero e proprio boom per gli agriturismi del Lazio: oltre 1.300 strutture accolgono tra Pasqua e Pasquetta più di 200 mila presenze complessive, considerando pernottamenti, pranzi e visite giornaliere. La spinta arriva dall’enogastronomia locale, dalla possibilità di fare esperienze in azienda agricola e dalla qualità dell’accoglienza. «Il clima di incertezza internazionale spinge a privilegiare mete vicine, facilmente raggiungibili e percepite come più sicure — spiega David Granieri, presidente di Coldiretti Lazio —. Gli agriturismi rappresentano la giusta risposta».
Il richiamo delle campagne intorno a Roma e delle zone costiere della provincia intercetta una domanda familiare e multigenerazionale, con prenotazioni anticipate e un’attenzione crescente alla filiera corta e alla cucina tipica. Per gli operatori agricoli, si tratta di un’occasione che valorizza sia la ristorazione rurale sia l’ospitalità diffusa.