Roma, Parioli. Sospesa l’attività della storica pasticceria Cavalletti di viale Parioli dopo i controlli dei carabinieri, che hanno contestato «cibi scaduti e allacci abusivi» e disposto multe e denunce. Il locale, noto anche per il Millefoglie amato dalla Regina Elisabetta, è stato sottoposto a verifiche su sicurezza alimentare, lavoro e impianti. L’allaccio elettrico irregolare è stato messo in sicurezza e ripristinato da Areti.
I controlli ai Parioli
Secondo quanto accertato, una donna, amministratrice unica della società titolare del bar pasticceria, è stata denunciata per furto aggravato di energia elettrica mediante allaccio abusivo alla rete pubblica. Il danno stimato per il periodo marzo 2022 - marzo 2026 ammonta a circa 360mila euro. L’allaccio irregolare è stato messo in sicurezza e ripristinato dal personale specializzato Areti.
Irregolarità sanitarie e sospensione
Sul fronte igienico sanitario, i militari hanno riscontrato il mancato rispetto delle procedure haccp, gravi carenze igieniche e la presenza di alimenti scaduti o conservati in modo non conforme, con evidenti tracce di muffe. Nelle contestazioni compare anche la frase «Alimenti con muffe e mal conservati». Per queste violazioni l’attività di somministrazione è stata sospesa.
Verifiche su lavoro e sicurezza
Il nucleo ispettorato del lavoro ha rilevato l’impiego di manodopera irregolare, la violazione dello statuto dei lavoratori per l’installazione di impianti audiovisivi destinati al controllo a distanza dei dipendenti senza autorizzazione e carenze strutturali nei luoghi di lavoro. Le sanzioni amministrative elevate ammontano a 10mila euro.
Controlli sulle ditte esterne
Durante l’ispezione i carabinieri hanno esteso le verifiche a due imprese impegnate in lavori di ristrutturazione all’interno del locale. Per una società edile è scattata la denuncia per violazione degli obblighi del datore di lavoro, con sospensione dell’attività e sanzione di 5mila euro. Per una seconda ditta è arrivata la denuncia per violazioni in materia di sicurezza e per l’impiego di lavoratori in nero, con una sanzione di 7mila euro.