Il Tribunale di Roma ha disposto il sequestro preventivo di alcune strutture allestite per la manifestazione Parco Caracalla, punto di ritrovo durante l'estate romana in viale Guido Baccelli nel quartiere San Saba. Secondo il provvedimento, i manufatti installati risultano difformi rispetto alle autorizzazioni rilasciate in un'area sottoposta a vincolo paesaggistico e archeologico.
Il provvedimento e le contestazioni
I sigilli sono scattati per bagni chimici, container e un chiosco bar, indicati tra gli elementi non conformi. Per il giudice «le opere effettivamente realizzate risultano significativamente difformi rispetto a quelle assentite sotto il profilo dimensionale, quantitativo, tipologico e localizzativo, comportando un'alterazione dello stato dei luoghi. Nel provvedimento del gip si rileva che alcune opere "appaiono realizzate in parziale difformità rispetto a quanto oggetto di autorizzazione" e si osserva che la realizzazione di "opere diverse per numero, dimensioni, tipologia e ubicazione" rispetto a quelle autorizzate "determina una trasformazione del territorio diversa da quella esaminata e ritenuta compatibile dall'amministrazione".
Verifiche in corso e segnalazioni dei residenti
L'area era già da settimane oggetto di controlli da parte dell'autorità, a seguito di un esposto presentato nei mesi scorsi da residenti della zona. Secondo il giudice ci sarebbe «un'alterazione dei luoghi differente da quella oggetto delle valutazioni di compatibilità paesaggistica e archeologica espresse dalle amministrazioni competenti».
La posizione degli organizzatori
Gli organizzatori riporta il Corriere della Sera dichiarano «piena fiducia nella magistratura. Accogliamo il provvedimento con il massimo rispetto per il lavoro delle autorità inquirenti e siamo già attivamente impegnati, tramite i nostri legali, a fornire la massima collaborazione per chiarire ogni aspetto della vicenda nel minor tempo possibile. Siamo sicuri dell'assoluta regolarità del nostro operato e respingiamo con fermezza qualsiasi ipotesi di illecito o di gestione irregolare. Abbiamo sempre agito nel pieno rispetto delle normative vigenti, delle autorizzazioni richieste e degli standard di sicurezza previsti dalla legge».