Papa Leone XIV ha incontrato migliaia di giovani ad Assisi, nella piazza della Porziuncola, richiamando l’Europa a un impegno concreto per la riconciliazione e il dialogo. Il Pontefice ha esortato le nuove generazioni con parole nette: «Testimoniate la pace nell'Europa tentata da nazionalismi che strumentalizzano la religione».
Il messaggio dalla Porziuncola
Davanti alla folla radunata ai piedi del Subasio, il Papa ha invitato a uno sguardo che unisce memoria e responsabilità: «Provate ora a immaginare, per un momento, il luogo dove ci troviamo, otto secoli fa…». Citando le fonti francescane, ha ricordato «e stavano con tanto silenzio e con tanta modestia, che ivi non si sentía uno rumore», per poi spiegare il valore di quel segno: «Quel silenzio è il contrario della guerra, con le sue violenze, grida e crudeltà. Le stuoie di quei frati, come oggi i vostri sacchi a pelo, raccontano la pace».
Richiamo all’Europa e al dialogo
Rivolgendosi a ragazze e ragazzi giunti da tutto il continente, il Pontefice ha sottolineato il valore di una tradizione che, nei secoli, ha favorito convivenza e dialogo tra comunità diverse. «Oggi, essere fedeli a questa tradizione di prossimità significa andare controcorrente, lavorando alla purificazione della memoria e coltivando la riconciliazione». In questo quadro, ha aggiunto: «Ai cristiani sarà sempre più chiesto di diventare operatori di pace all’interno di società tentate di strumentalizzare la religione nella contrapposizione delle identità» e ha rimarcato che «essere testimoni di Cristo allarga la mente e il cuore oltre confini artificiali, al di là di paure indotte dalla cattiva informazione e dai muri del pregiudizio».
L’invito ai giovani
Il Papa ha indicato una via esigente ma feconda, ispirata a San Francesco: «Sottrarsi alla cultura della potenza e costruire la civiltà dell’amore non è subito compreso e accettato. Da San Francesco, però, imparate la radicalità evangelica, che è l’opposto del fondamentalismo: non rende ciechi e violenti, ma sensibili, attenti, sempre alla sequela di Gesù e quindi umili, accoglienti verso tutti. Non è facile, ma dà molta gioia». Infine, un appello a vivere relazioni autentiche anche nell’era digitale: «Testimoniate questo stile dappertutto, specialmente in un tempo in cui la tecnologia disabitua a stare insieme, fra persone in carne ed ossa… Questa gioia evangelizza, più delle parole, e non si può nascondere».