Paolo Corsi, 73 anni, ex insegnante di latino e greco originario delle Marche ma residente a Roma, è stato brutalmente ucciso nella sua abitazione a Sousse, in Tunisia. L'uomo si trovava nella sua casa per le vacanze, una proprietà in cui soggiornava regolarmente da circa un mese. Durante l’aggressione, i malviventi hanno sottratto la sua auto e il cellulare, quest’ultimo successivamente ritrovato grazie alla geolocalizzazione. La Farnesina, in contatto con l'ambasciata italiana a Tunisi, ha immediatamente attivato le procedure per assistere la famiglia e organizzare il rimpatrio della salma. Il caso rimane avvolto nel mistero, con le autorità tunisine impegnate a far luce sulla dinamica dell’accaduto.
Chi era Paolo Corsi
Paolo Corsi era conosciuto per il suo carattere aperto e ottimista. Nato a Ripatransone, in provincia di Ascoli Piceno, aveva trascorso gran parte della sua vita a Roma. Dopo una carriera dedicata all'insegnamento delle lingue classiche, si era ritirato in pensione, dedicandosi alla scoperta di nuove culture e viaggiando in tutto il mondo.
La sua casa in Tunisia rappresentava un luogo di relax, dove riceveva amici e cucinava spesso piatti a base di pesce fresco. Corsi aveva già programmato il ritorno in Italia per il 3 febbraio, con in programma nuovi viaggi in Georgia e altri Paesi, segno della sua instancabile passione per l'avventura.
La dinamica dell’aggressione e gli oggetti rubati
L’aggressione a Paolo Corsi si è consumata nella sua residenza situata in una zona considerata tranquilla di Sousse. Secondo fonti locali, i malviventi hanno fatto irruzione nella casa, aggredendo il pensionato e sottraendogli l’auto e il portafogli.
Il cellulare della vittima è stato localizzato poco dopo, ma gli altri oggetti rubati risultano ancora dispersi. Le autorità tunisine stanno lavorando per ricostruire i fatti, ma al momento non emergono dettagli concreti sui responsabili o sulle motivazioni dell’omicidio.
Indagini in corso
La Farnesina, attraverso l’ambasciata italiana a Tunisi, si è immediatamente mobilitata per offrire supporto alla famiglia di Paolo Corsi.
Il ministero degli Esteri ha confermato che la vittima non risultava iscritta all’AIRE, il registro degli italiani residenti all’estero. L’attenzione è ora focalizzata sulle indagini delle forze dell’ordine tunisine, che stanno collaborando con le autorità italiane per assicurare i responsabili alla giustizia.