Roma punta sullo sport di base e apre alle associazioni sportive dilettantistiche la rigenerazione delle palestre scolastiche, con un modello che anticipa la recente legge nazionale conosciuta come legge Berruto. Parrucci: «Il nostro regolamento precursore della legge nazionale».
Il quadro normativo a Roma
La Città metropolitana ha approvato all’unanimità un regolamento che consente alle Asd di utilizzare gli impianti scolastici in orario extracurricolare, definendo regole chiare tra istituti e associazioni. «Abbiamo riunito intorno a un tavolo i dirigenti scolastici, il Coni, le federazioni più rappresentative, dal basket alle arti marziali, dal volley al tennis tavolo, dalla scherma alla ginnastica e abbiamo disciplinato i rapporti tra scuole e Asd — ha spiegato Daniele Parrucci, consigliere delegato di Roma Città Metropolitana per l’Edilizia scolastica —. Se non esistono motivi reali che impediscono l’utilizzo delle palestre, gli istituti scolastici devono metterle a disposizione del territorio, per incentivare lo sport e la socializzazione. Dal canto loro le associazioni devono essere in regola e rispettare le norme».
Stato delle strutture e priorità di intervento
Secondo Città metropolitana, gran parte degli spazi necessita di lavori per tornare pienamente operativi. «L’80 per cento ha bisogno di interventi importanti. E ci sono anche strutture che versano i condizioni aberranti, che sono inagibili, come per esempio quella dell’istituto Matteucci, dove piove all’interno e dove la muffa ha mangiato la maggior parte delle pareti. Ma noi non abbiamo i soldi da poter investire».
Rigenerazione, concessioni e tempi
Il regolamento consente alle Asd di proporre progetti di riqualificazione da sottoporre all’autorizzazione della Città metropolitana. «Le associazioni possono presentare delle proposte di rigenerazione e riqualificazione, che verranno vagliate e autorizzate dalla Città metropolitana — ha aggiunto Parrucci — fino a 60mila euro: interventi come rifare spogliatoi, luci, pavimentazione, acquistare materiale, dalle reti ai palloni. E poi andranno a scomputo, guadagnando anni di concessione senza pagare». Le richieste già pervenute saranno operative dal prossimo anno scolastico.
Nuovi impianti negli spazi verdi
Per gli istituti con aree esterne ampie sono previsti interventi fino a 300mila euro per strutture leggere di nuova realizzazione. Tali aree, spesso costose da manutenere per l’amministrazione, possono ospitare palloni pressostatici come quello del Ferrari Hertz di via di Grottaferrata, che resta di proprietà pubblica con concessione pluriennale alle Asd: «che di per sé per l’amministrazione sono un costo per la manutenzione — ancora il consigliere — e che possono invece ospitare dei palloni, costruiti ex novo, come al Ferrari Hertz di via di Grottaferrata, che restano di proprietà di Roma Metropolitana, ma di cui hanno la concessione loro magari per 20 anni».
Il sostegno finanziario dell’Icsc
A supporto del piano interviene l’Istituto per il Credito sportivo, con prestiti a tasso zero o agevolati e senza fidejussioni per le società. «Attraverso questa collaborazione si attiva uno strumento strategico per facilitare la mobilitazione di investimenti privati in infrastrutture sportive scolastiche pubbliche», ha spiegato Antonella Baldino, ad dell’Icsc. «Trasformare partenariati pubblico-privati in leve per la costruzione di infrastrutture integrate nella vita scolastica e nei territori è un passaggio decisivo nell’impegno della Banca a supporto del sistema educativo, per rafforzare il senso di comunità dei giovani».