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Outdoor education nei nidi e nelle scuole dell’infanzia di Roma

Outdoor education nei nidi e nelle scuole dell’infanzia di Roma

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Gli spazi esterni dei nidi e delle scuole dell’infanzia di Roma sono destinati a diventare vere e proprie aule all’aperto: il Campidoglio avvia un percorso per portare l’outdoor education in ogni municipio, partendo da un progetto pilota e da risorse dedicate pari a due milioni di euro.

Cosa prevede il progetto

L’iniziativa nasce da una mozione a prima firma di Carla Fermariello, consigliera capitolina e presidente della commissione Scuola, che ha ottenuto il via libera dell’Assemblea capitolina. Nel documento si chiede al sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, e alla giunta di destinare nuove risorse all’outdoor education “attraverso la riconfigurazione e la valorizzazione degli spazi esterni dei servizi 0-6”. Gli spazi esterni, si legge, devono essere considerati come “luoghi pedagogici e ambienti di apprendimento veri e propri e in ottica di continuità educativa con gli spazi interni, sostenendo parallelamente progettualità sperimentali, ispirate a principi e regole dell'outdoor education rivolti ai bambini e alle bambine della città”.

Le risorse e le linee guida

Nel corso di una seduta della commissione capitolina Scuola è stato chiarito che il Dipartimento Scuola dispone di fondi dal titolo II del bilancio di Roma Capitale per due milioni di euro, da indirizzare a interventi negli spazi esterni dei nidi e delle scuole dell’infanzia. L’ipotesi operativa prevede almeno un progetto per ciascuno dei municipi della Capitale. Le linee guida in preparazione includeranno, ha spiegato Stefano Sampaolo dell’Assessorato capitolino alla Scuola, formazione e lavoro, “il coinvolgimento delle famiglie, la formazione del personale su queste tematiche e la rigenerazione di spazi in molti casi concepiti in un’altra epoca e non adatti all’obiettivo”. Fermariello ha inoltre chiesto di coinvolgere i municipi e l’Assemblea capitolina nell’individuazione delle strutture pilota.

Il collegamento con l’ambientamento partecipato

Il percorso si intreccia con l’ambientamento partecipato, o “svedese”, una modalità di inserimento di 3-4 giorni rispetto alle canoniche due settimane già introdotta in diversi servizi educativi capitolini. “Nel 2024-25 erano 25 i servizi educativi in cui era possibile svolgerlo – ricorda l’assessora Claudia Pratelli in un’intervista a RomaToday -. Quest’anno sono diventati 60 e l’obiettivo è crescere ancora, perché abbiamo avuto un riscontro davvero molto positivo sia dalle famiglie che dal personale educativo”.