Sarà visitabile per la prima volta un nuovo settore del Sepolcreto della via Ostiense, alla Rupe di San Paolo, uno dei complessi funerari più rappresentativi della Roma antica. La Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali ha concluso gli interventi di messa in sicurezza, conservazione, restauro e musealizzazione nell’ambito del programma PNRR – Caput Mundi, aprendo un ulteriore fronte di conoscenza sulla storia della città.
Un nuovo percorso visitabile
Il progetto ha puntato a restituire piena leggibilità al sito, con un percorso di valorizzazione che integra pannelli didattici, riproduzioni in scala naturale degli affreschi oggi custoditi al Museo di Porta San Paolo, un moderno impianto di illuminazione scenografica e nuovi sistemi di sicurezza e videosorveglianza. L’area si trova nel Parco Schuster, accanto alla Basilica di San Paolo fuori le mura, confermando la vocazione del quartiere a polo di interesse storico, religioso e culturale.
Gli interventi di restauro
Gli operatori hanno eseguito il consolidamento delle murature, il restauro degli intonaci antichi e la rimozione della vegetazione infestante dalla rupe soprastante, eliminando le principali criticità conservative. Le lavorazioni, coordinate dalla Sovrintendenza Capitolina, hanno combinato tecniche di tutela e criteri di fruizione pubblica per una visita chiara e sicura.
“Un luogo che racconta la storia di Roma con straordinaria autenticità”
“Grazie al programma Caput Mundi e alle risorse del PNRR, inauguriamo oggi una nuova area archeologica mai visitata prima, un luogo che racconta la storia di Roma con straordinaria autenticità. Restituire la piena leggibilità di questo nuovo settore del sepolcreto della via Ostiense significa riportare all’attenzione dei cittadini e dei visitatori un patrimonio meno conosciuto, al di fuori dei consueti circuiti di visita, capace di arricchire l’offerta culturale della città in un’area di grande interesse storico e archeologico. Il completamento dei lavori è il risultato dell’impegno condiviso della Sovrintendenza Capitolina, degli archeologi, dei restauratori, dei progettisti, delle imprese e di tutte le professionalità coinvolte che hanno reso possibile la conservazione, la valorizzazione e la riapertura al pubblico di questo prezioso sito, restituendo alla città un’importante testimonianza del suo passato” dichiara il Sindaco Roberto Gualtieri.
Le evidenze archeologiche
Nel settore interessato dai lavori si conservano nove tombe riportate in luce tra il 1932 e il 1933, distribuite tra il fronte della via Ostiense e un cortile interno scavato nel pendio della rupe. Il complesso documenta l’evoluzione delle pratiche funerarie tra il I secolo a.C. e il IV secolo d.C., con la presenza di colombari, arcosoli, formae e tombe a tempietto. Di rilievo la camera sepolcrale scoperta nel 1953, con affreschi del II-III secolo d.C. che raffigurano Prometeo e Atena, accanto a un pavone e a un fagiano, immagini legate alla rigenerazione e all’immortalità dell’anima.
La necropoli lungo la via Ostiense
Il Sepolcreto della via Ostiense è la principale porzione conservata della necropoli che si sviluppava lungo l’antica arteria tra Roma e Ostia, tra la Rupe di San Paolo e il Tevere. Frequentata dal I secolo a.C. al III secolo d.C., l’area mostra una continuità d’uso con tombe organizzate in lotti e una progressiva espansione sulle pendici. Le iscrizioni attestano in prevalenza ceti medi e popolari, con liberti imperiali, militari e persone provenienti dall’Oriente mediterraneo. Restaurato in vista del Giubileo del 2000 e integrato nel Parco Schuster, il sepolcreto è oggi oggetto di nuove ricerche e monitoraggi, anche a seguito del sisma del 2016, in collaborazione con Università di Valencia, ISPRA e ISCR.