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Ostia, stagione balneare a rischio tra sequestri e concessioni in bilico

Ostia, stagione balneare a rischio tra sequestri e concessioni in bilico

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Ostia affronta l’avvio della stagione con un quadro incerto: secondo le informazioni raccolte risulta chiuso il 25% degli stabilimenti, mentre le strutture chiuse o inutilizzabili sono una quindicina e una ventina attendono ancora il permesso. Il combinato disposto tra sequestri e verifiche sulle concessioni balneari, volti da Procura e Campidoglio a ripristinare la legalità, rallenta un comparto già provato. Simbolo del momento è il sequestro dello stabilimento Arcobaleno, scattato mercoledì scorso.

Concessioni in arrivo e lidi storici in attesa

Nelle prossime ore dovrebbero essere firmate sei nuove concessioni per la Bussola, il Dopolavoro Atac, La Vecchia Pineta, La Vela, il Battistini e il Kelly’s. L’amministrazione capitolina punta a sciogliere i nodi regolatori e urbanistici che hanno bloccato il litorale, mentre la stagione estiva è ormai alle porte e la domanda dei bagnanti resta sospesa.

Clienti in fuga verso altre mete

Assoturismo: «La gente sceglie altre località». Angelo Di Porto conferma il trend: «Sono due anni che la situazione è ferma per la questione dei bandi, oltre ai danni provocati dall’erosione». La clientela di Roma si sposta su Fregene e Fiumicino, mete adatte al pendolarismo e allo smart working, mentre sul medio raggio crescono Circeo, Sabaudia e Gaeta, con un indice di incremento tra il 10 e il 15 per cento. Da giugno ad agosto a Santa Marinella è tutto esaurito, con richieste vivaci anche su Tarquinia e Pescia Romana.

Operatori in affanno tra incertezze e posti di lavoro

Dal Sib, Franco Petrini descrive «una situazione di confusione drammatica» e chiede una deroga «almeno per il 1° maggio» per non perdere un bacino «tra le 500mila e il milione di persone». «È inutile parlare di Parco del mare con chilometri di lungomare chiusi o inagibili — protesta —. I romani si stanno spostando a Fregene e Fiumicino, nel frattempo io ho 120 lavoratori che aspettano una risposta».

Lungomare tra degrado e spazi sociali perduti

Per Valentina Fabbri Biancone (Confesercenti Ostia) questa è «la terza stagione in cui si respira aria di degrado senza un modello di spiaggia attrezzata che per i romani era un’alternativa alla vacanza». Il lungomare appare «pieno di ruderi con molti stabilimenti in stato di abbandono e occupati da persone senza fissa dimora». «Hanno smantellato un baluardo sociale e culturale per sostituirlo con un ibrido. È vero che si è garantito l’accesso al mare a tutti, ma è un mare abbandonato».

Legalità e prospettive: il percorso istituzionale

Il presidente del X Municipio, Mario Falconi, ribadisce la linea della legalità: «Situazioni che si protraggono da decenni, piaccia o no vanno regolarizzate». Dopo il sequestro dell’Arcobaleno ha espresso vicinanza ai dipendenti: «Mi sono offerto di incontrare il magistrato insieme all’assessore Zevi (Tobia, responsabile del Patrimonio, ndr) per vedere se si può fare qualcosa: gli avevano assicurato che avrebbero ottenuto la proroga, invece a pochi giorni dall’apertura sono scattati i sigilli».

L’assessore al Patrimonio, Tobia Zevi, inquadra le cause: «Un lavoro difficilissimo non fatto per decenni, una serie di contenziosi e la scelta di alcuni imprenditori di ingaggiare un braccio di ferro con l’amministrazione invece di collaborare». L’obiettivo è chiaro: «andremo a regime nel corso dei prossimi anni con il Pua (Piano di utilizzo degli arenili), le nuove infrastrutture e i bandi pluriennali, oltre agli investimenti sul territorio».