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Ostia, sigilli a due chioschi delle spiagge libere di Castel Porziano

Non si fermano le indagini sulle spiagge del litorale romano. Due chioschi non in regola con permessi e concessioni, sono stati sequestrati ieri a Castel Porziano. Un provvedimento che potrebbe allargarsi agli altri chioschi presenti sulle spiagge libere tra Ostia e Torvaianica. I sigilli, riporta il Messaggero, sono scattati al secondo e quarto chiosco dei "Cancelli" ma già da oggi potrebbero esserci nuovi sviluppi. Ad accertare le presunte irregolarità sono state le Fiamme gialle che dopo aver analizzato le autorizzazioni hanno inviato tutto alla Procura di Roma. Dagli atti emergerebbe infatti che i gestori dei chioschi, spiega il quotidiano romano, non avrebbero i titoli necessari a esercitare e le strutture risulterebbero abusive. Sotto la lente di ingrandimento dei pm ci sarebbero soprattutto i locali cucina e l’area ristorazione. Sedie e tavoli sarebbero stati collocati intorno alla struttura e sulla spiaggia senza autorizzazione.

Le indagini sarebbero partite dopo la presentazione della domanda di autorizzazione per lavori sulle strutture da parte di alcuni gestori dei chioschi tra Castel Porziano e Capocotta. Richiesta rigettata data la mancanza di definizione sulle competenze sulle spiagge libere della Capitale. In carico tecnicamente agli uffici capitolini dopo che quella lingua di paradiso, a pochi chilometri dal centro di Roma, fu donata al Comune nel 1965 dall’allora Presidente della Repubblica, Giuseppe Saragat. Roma però non rinnova la convenzione dal 2001 ed ora gli inquirenti dovranno chiarire anche questo vuoto amministrativo.

Non è la prima volta che i chioschi delle spiagge libere di Castel Porziano finiscono sotto i riflettori della magistratura. Nel 2015 ai Cancelli arrivarono le ruspe per riportare le dimensioni dei chioschi ai circa 60 mq originari. (ge)