Ostia affronta l’avvio della stagione con un clima di incertezza tra concessioni in sospeso, sequestri di stabilimenti ed effetti evidenti sul tessuto economico locale. A descrivere il quadro è il presidente di Federbalneari Roma Massimo Muzzarelli, che parla di un territorio in affanno e di un’utenza disorientata.
Il quadro sul litorale romano
«Fuga da Ostia? Più che una fuga, è una cacciata». La valutazione di Muzzarelli sintetizza un contesto segnato da contenziosi e chiusure, con ricadute che, secondo l’associazione di categoria, non si fermano alle spiagge ma coinvolgono la città. «Il problema non è come la viviamo noi. Il fatto è che, dopo l’esperienza dello scorso anno e con le avvisaglie di quest’anno, i problemi del comparto balneare si trasferiscono sul comparto città».
Imprese in difficoltà e utenza in calo
Per Muzzarelli, la tenuta socioeconomica del Municipio X è messa alla prova. «Nel senso che qui a Ostia è stata messa in discussione la tenuta socio economica del territorio. A parte la rinuncia da parte di Roma all’opportunità dello sfruttamento corretto della risorsa mare, qui è proprio il territorio che non ce la fa a sopportare la situazione. I segnali sono evidenti: noi collaboriamo con altre categorie imprenditoriali, Confcommercio per dirne una, e secondo i loro studi le chiusure di attività nel Municipio X sono in percentuale doppie rispetto a quelle su Roma».
L’impatto, sottolinea, si riflette su negozi e pubblici esercizi e sulla scelta degli utenti, sempre più prudenti di fronte a sequestri e verifiche. «Non solo l’indotto. Stanno chiudendo pizzerie, gelaterie e bar, oltre che i negozi in genere. Stiamo parlando di migliaia di persone in meno che lavorano, e decine se non centinaia di migliaia di utenti che non vengono. Perché dopo l’anno scorso e le avvisaglie di quest’anno, quando se ne esce l’assessore (al Patrimonio, Tobia Zevi, ndr) che, parlando ai cittadini, dice di accertarsi che sia tutto in regola prima di fare l’abbonamento allo stabilimento, beh, come messaggio turistico non funziona molto, significa state alla larga da Ostia. Ed è questo che si sta verificando. Se guardiamo agli ultimi due fine settimana di bel tempo: è vero che c’è stato un po’ di movimento, ma niente rispetto a quello che dovrebbe essere lo standard di questo periodo».
Flussi dimezzati ed erosione della costa
Secondo le stime riportate dal presidente, i flussi sono nettamente inferiori rispetto allo storico. «Non rispetto allo scorso anno, ma rispetto allo storico: tra 2025 e 2026 parliamo di flussi ridotti del 50 per cento rispetto a dieci anni fa». A pesare è anche la erosione costiera e lo stato degli impianti. «I romani, cioè il 99 per cento degli utenti di Ostia, hanno dirottato, ormai non ci provano nemmeno. C’è una sorta di disperazione tra i clienti tradizionali, non sanno dove prendere la cabina, e poi ci sono problemi legati all’erosione. Ma è soprattutto la percezione: se ogni giorno ci sono sequestri, l’utenza lo percepisce come un’incertezza assoluta. Se poi a questo aggiungiamo la narrazione fatta solo di negatività... Per carità l’illegalità va combattuta, ma il ripristino della legalità è un prerequisito, non può essere un progetto».
La fotografia del lungomare è nitida nelle parole di Muzzarelli. «Il momento è particolare, altrimenti sarebbe stato tutto in discesa. A cose normali avremmo avuto gli impianti già in efficienza dopo le manutenzioni di febbraio. Oggi invece sembra il lungomare di una città abbandonata, come un mobile sverniciato, una situazione depressiva. Una volta, sbucando dalla Cristoforo Colombo, si trovavano due mega parcheggi pieni di auto, e di fronte i tre stabilimenti più importanti. Adesso trovo due piazzali deserti e gli impianti o chiusi o demoliti dall’erosione: stanno lì mezzi crollati, sembra una zona di guerra, con la gente che si affaccia dalla Rotonda a guardare le macerie. E questa è la porta di accesso a Ostia».