La Polizia di Stato ha rintracciato il terzo uomo a bordo dell’auto che, il 31 maggio a Ostia, durante una fuga ha travolto due ragazze minorenni. Il giovane, ventiseienne di origini cilene, è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto dagli investigatori del X Distretto di P.S. Lido insieme ai militari dell’Arma dei Carabinieri. Si chiude così un tassello centrale dell’inchiesta scaturita dall’inseguimento avvenuto mentre erano in atto i servizi di ordine pubblico per l’ultima tappa del Giro d’Italia.
La fuga del 31 maggio a Ostia
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, nella tarda mattinata del 31 maggio una pattuglia del X Distretto di P.S. Lido aveva intimato l’alt a un veicolo con tre persone a bordo. Il conducente aveva finto di fermarsi e, approfittando del momento in cui gli agenti uscivano dall’abitacolo, aveva ripreso bruscamente la marcia in direzione dei poliziotti e accelerato. Ne era scaturito un inseguimento tra le strade di Ostia, durante il quale sono state investite due minorenni. La corsa è terminata dopo l’impatto del mezzo contro una pattuglia del X Distretto, consentendo l’immediato fermo del conducente e del passeggero seduto sul sedile posteriore.
In sede di convalida, il Giudice per le Indagini Preliminari ha contestato ai due fermati, tra gli altri reati, anche il tentato omicidio delle giovani investite. Il terzo passeggero era invece riuscito a far perdere le proprie tracce scavalcando la recinzione di un’abitazione privata, dando inizio a una fuga durata settimane.
L’indagine e i riscontri tecnici
Le ricerche non si sono mai interrotte. Gli investigatori del X Distretto Lido, incrociando l’analisi delle immagini di videosorveglianza con ulteriori accertamenti tecnici, sono risaliti all’identità del terzo indagato. Le verifiche hanno portato anche a individuare un primo covo, utilizzato dal giovane nelle ore immediatamente successive all’episodio. Successivamente, ricostruzioni investigative indicano che l’uomo avrebbe cambiato più volte località, spostandosi tra diverse province e pernottando in varie strutture ricettive, nel tentativo di eludere i controlli.
Questo lavoro di ricostruzione ha consentito di definire con precisione i movimenti seguiti dopo la fuga a Ostia, circoscrivendo progressivamente il raggio di ricerca. L’attività coordinata tra forze dell’ordine ha permesso di tradurre gli indizi in un intervento operativo mirato e di procedere al provvedimento restrittivo.
Il fermo e la sinergia operativa
Determinante è risultata la sinergia tra Polizia di Stato e Arma dei Carabinieri, che ha portato al rintraccio del ventiseienne. Il giovane è stato bloccato e accompagnato al Comando di via Zambrini, a Ostia, dove gli investigatori del X Distretto Lido e i militari della Compagnia Carabinieri di Ostia hanno eseguito il fermo di indiziato di delitto. Il dispositivo è maturato al termine di un’attività investigativa che ha mantenuto un profilo costante e riservato, fino all’operazione conclusiva.
Il fermo rappresenta un passaggio centrale nel quadro delle indagini aperte dopo la fuga del 31 maggio. Il completamento della squadra a bordo del veicolo sottoposto a controllo consente ora agli inquirenti di consolidare i tasselli già raccolti e di valutare eventuali ulteriori ipotesi investigative sulla dinamica e sulle responsabilità individuali.