Non si placano le polemiche sulle spiagge di Ostia. A due mesi dall’apertura della stagione balneare restano ancora tanti i nodi da risolvere. Temi affrontati oggi nel Municipio X durante la Commissione capitolina Patrimonio, a partire dai chioschi di Capocotta, passando per la sicurezza, fino agli stabilimenti balneari tra presunti abusi e cabine a rischio. "Siamo stretti con i tempi - ammette il presidente della Commissione Yuri Trombetti -. Il direttore del Litorale sta mettendo un impegno immane, ma rimangono delle difficoltà. La Commissione si riunirà di nuovo a Ostia tra due settimane perché vogliamo seguire questo processo. Dobbiamo garantire che si apra la stagione in tranquillità. Lo scorso anno è stata una fase di transizione quest'anno cerchiamo di essere più pronti".
Ostia, caos spiagge a due mesi dall’estate: cabine a rischio rimozione
Negli scorsi giorni a 19 lidi sono arrivate altrettante lettere dal Dipartimento Patrimonio che invitano i gestori a togliere la facile rimozione, ovvero le cabine, che non sono state autorizzate. Cosa che varrebbe sia per i nuovi che subentrano a vecchi concessionari, sia per chi ha vinto il bando e resta a lavorare nella stessa spiaggia.
"Sulle cabine abbiamo bisogno di un approfondimento tecnico - spiega Yuri Trombetti, presidente della Commissione Patrimonio di Roma Capitale - perché alcune cabine hanno una mancanza di autorizzazione, quindi bisogna portare tutti i titoli. Faccio un appello davvero a tutti i gestori degli stabilimenti di portare le carte che hanno. Il tema tocca i romani che stanno già prenotando le cabine per la stagione: quindi dobbiamo dare un quadro di certezza".
Il nodo documentazione
Chiedono certezze anche i balneari che si interrogano sulla fattibilità di rimuovere le cabine con notevoli costi di gestione che potrebbero ricadere sul consumatore finale. Timori anche sulla tenuta delle strutture che potrebbero non reggere allo smontaggio. Il futuro delle cabine “Non è chiarissimo” anche per Edoardo Moscara, presidente Sib Confcommercio Roma oggi presente in Aula consiliare.
“I nuovi gestori - sottolinea Moscara - dovrebbero trovare lo stabilimento completamente vuoto e io non non so come faranno entro aprile: sia che lo faccia il vecchio concessionario o che lo faccia il Comune. Per chi subentra nella propria concessione penso che sarà molto difficile presentare delle documentazioni: si tratta di manufatti di facile rimozione per cui non c'è un titolo edilizio. Adesso chiederemo ancora più più dettagli per capire bene questa cosa".