Ostia affronta un agosto in sordina. L’esodo dalla Capitale e il caldo non hanno spinto i flussi verso il litorale della Capitale, dove la stagione balneare 2026 procede tra aperture ritardate degli stabilimenti, sequestri giudiziari e incertezze amministrative. Gli operatori segnalano effetti concreti anche sull’indotto, con abbonamenti rallentati e incassi più fragili.
Flussi in calo sul litorale di Roma
Nei fine settimana si registra meno traffico verso il mare e parcheggi liberi a ridosso degli arenili, con stime di almeno un -10% di frequentazione. Il dato è più marcato nei feriali, dove gli accessi giornalieri sono crollati secondo quanto riportato dagli esercenti. «Eppure abbiamo avuto una stagione ottima dal punto di vista climatico, ma le presenze sono state in netto calo - conferma Edoardo Moscara, titolare del Belsito - . Più affollati i fine settimana, ma gli accessi giornalieri, che contano molto sugli incassi, nei giorni feriali sono scesi del 20-30%. Ostia non attrae più, c’è stata troppa confusione e i bagnanti sono andati in altre località. Per non parlare dei giovani, non hanno più discoteche, luoghi di aggregazione».
Accessibilità e servizi sotto pressione
La situazione dell’accesso al mare resta un nodo. «La stagione non sta funzionando, il litorale sembra spento, senza eventi, senza movida» osserva Valeria Strappini di Confcommercio Litorale, che già in primavera aveva evidenziato la portata della crisi tra stabilimenti chiusi, occupazione a rischio e perdite economiche. «La visione turistica del mare di Roma per ora è confusa. Vogliamo solo citare il disastro dell’accessibilità? Con la Metromare in tilt di continuo?- precisa Strappini - . Nemmeno la formula adottata dal Comune di spingere sull’aumento delle spiagge libere è perfetta, visto che alcune sono rimaste senza servizi».
Spiagge libere e sicurezza
Tra Ponente e Levante si alternano chioschi aperti e arenili liberi molto frequentati, ma non mancano criticità. Emblematico il tratto tra il Venezia e il Gambrinus: dopo un sequestro del chiosco a giugno, l’area è rimasta senza lettini e senza acqua, soprattutto senza bagnini. Le emergenze sono state spesso coperte dai marinai dei lidi vicini, mentre un cartello avverte della mancanza dei baywatch, con un impatto diretto sulla sicurezza in spiaggia.
Stabilimenti tra bandi e sequestri
Comune e procura hanno avviato un percorso di ripristino della legalità, con riassegnazioni e sigilli che hanno allungato i tempi di apertura dei stabilimenti balneari. «Questa è stata una stagione interlocutoria, di stallo: il prossimo anno chissà cosa succederà» commenta Franco Petrini della Nuova Pineta. «Parlo da vecchio marinaio che ama questo mare, - aggiunge Petrini - dobbiamo lavorare per il bene di questo territorio, dopo una stagione così negativa, bisogna far ripartire Ostia».