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Orlandi e Moro, i due gialli collegati con Katy Skerl? La nonna di Katy fu testimone di quanto accaduto in via Fani

Orlandi e Moro, i due gialli collegati con Katy Skerl? La nonna di Katy fu testimone di quanto accaduto in via Fani

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Due tra i gialli più controversi della cronaca romana sembrano incrociarsi: il caso Moro e l’enigma Orlandi. Come si incrocerebbero? Sembra che esista un verbale d’interrogatorio di cui nessuno si è mai accorto, a partire dalla magistratura, che stabilisce una certa connessione tra i due casi.

Tra il caso Moro (1978) e la scomparsa di Emanuela Orlandi (1983) già si erano notate delle analogie nel linguaggio dei sequestratori. Analizzando i messaggi dell'«Amerikano» - il nome di chi per la prima volta il 5 luglio 1983 telefonò a casa Orlandi promettendo il rilascio della “ragazza con la fascetta” chiedendo in cambio la liberazione di Agca - e del «Fronte Turkesh» - organizzazione che inviava comunicati chiedendo anch’essa la liberazione di Ali Agca – si notò che c’erano dei punti di contatto lessicali con gli «uomini delle Brigate rosse», come per esempio l’uso del gerundio, un ritmo sincopato e alcune locuzioni.

Ecco la novità

Ora però c’è una novità. Katy Skerl, la 17enne strangolata il 21 gennaio 1984 in una vigna di Grottaferrata e vittima di uno dei misteri collegati alla scomparsa di Emanuela Orlandi, era la nipote di un testimone oculare del rapimento di Moro. Questo è quanto riporta il Corriere della Sera. Su via Stresa 96, angolo con via Fani, c’era l’appartamento della nonna paterna Eleonora Skerl che poco prima delle 9 di quel 16 marzo 1978 era affacciata al suo balcone. Lei ha assistito a quando le Br hanno fatto fuoco uccidendo così cinque uomini della scorta e rapendo Moro. La donna affacciata al balcone era un’ottima testimone perché dall’alto aveva potuto vedere tutta l’azione. Così venne portata in Questura.

Alle 12.35 del 16 marzo 1978 la digos redigeva il verbale firmato da Eleonora Skerl. Dopo un’attenta indagine di un ricercatore indipendente ed esperto in sicurezza digitale, Alberto Fittarelli, è emerso che non era un caso di omonimia, ma si trattava proprio della nonna di Katy.

Quale connessione?

La connessione quale sarebbe quindi? Nel 2015 il delitto Skerl è tornato d’attualità dopo che Marco Accetti, il fotografo che si è autoaccusato del rapimento, invitò gli inquirenti, ha invitato gli inquirenti ad aprire la tomba della 17enne. «La bara della Skerl è stata rubata per far sparire una prova del collegamento con Emanuela Orlandi. Controllate e poi mi direte se sono un mitomane».

Quanto detto è stato verificato ed effettivamente la salma non c’era più ed era rimasta solo una maniglia d’ottone. Secondo il fotografo la Skerl fu uccisa per vendetta della fazione opposta a quella che aveva organizzato il sequestro di Emanuela e quello di Mirella Gregori. Lo scopo era quello da una parte di frenare il fermo anticomunismo di Giovanni Paolo II e dall’altra parte defenestrare il capo dello Ior Marcinkus e riprendersi i soldi persi dallo scandalo Ior-Ambrosiano. Katy quindi sarebbe stata una vittima di un regolamento di conti in tempi di Guerra Fredda.