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Orfani di Gaza, via al piano per portare i bambini a Roma

Orfani di Gaza, via al piano per portare i bambini a Roma

immagine di repertorio (foto da Pexels)

Orfani di Gaza, via al piano per portare i bambini a Roma:contraddistinti da traumi da esplosione, ora è corsa contro il tempo per portarli nella Capitale. Il policlinico Umberto I ha dato la sua disponibilità ad accogliere due fratellini che hanno perso i genitori e il fratello di cinque mesi in un bombardamento e altri tre piccoli.

Orfani di Gaza, piano per portare i bambini a Roma

Hanno perso i genitori e il fratello minore, di cinque mesi, in un bombardamento e sono in condizioni di salute precarie: due fratellini di 5 e 8 anni lottano per la vita. I nonni hanno rivolto un appello affinché i piccoli possano essere accolti in un ospedale in grado di prestare loro le cure necessarie. Una situazione di cui si è occupata anche l'associazione “A Doula for Palestine”.

Il dottor Alberto Spalice, direttore del Dipartimento Attività integrata materno-infantile e Scienze uro-ginecologiche, ha inviato alla Farnesina la dichiarazione della disponibilità dell’ospedale ad accogliere i due fratellini e i nonni, loro tutori, con l’obiettivo di facilitare l’ottenimento del visto che permetta loro di arrivare in Italia.

Perché le loro condizioni di salute impongono di non perdere tempo: il più piccolo, di cinque anni, 5 anni, è stato ricoverato presso l’ospedale di Medici senza frontiere a Gaza lo scorso 7 maggio, con diagnosi di frattura esposta bilaterale di femore e tibia, presenza di ferite profonde sulla superficie cutanea, frattura chiusa distale radio destro.

Le ferite sono state medicate, ma non è stato possibile proseguire il trattamento a causa dell’evacuazione dall’ospedale. I fissaggi esterni sono ancora in sede a distanza di tre mesi, in assenza di cure adeguate. Le medicazioni vengono eseguite senza sedazione a causa della mancanza di farmaci anestetici. Al momento presenta ancora fissatori esterni esposti e ferite profonde che raggiungono la componente ossea, con dolori intensi non controllabili farmacologicamente per assenza di analgesici.

Il bimbo più grande, che ha 8 anni, invece è stato ricoverato nello stesso ospedale l’8 maggio per trauma da esplosione con lesioni della parete addominale complicate da retrusione urinaria (consulto urologico non effettuato per impossibilità) e dislocazione bilaterale delle anche. Anche in questo caso le cure sono state interrotte bruscamente il 10 giugno per evacuazione forzata dell’ospedale.

“Abbiamo già accolto diversi bambini provenienti da Gaza e che avevano bisogno di cure – spiega a questo proposito il dottor Spalice – dovremmo essere in grado di ricoverare anche altri tre bambini, due sono malati oncologici, un altro ha una problematica neurologica. Non abbiamo ancora una data precisa per il loro arrivo, ma sappiamo che sarà prossima”.