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Operazione Fly Trap a Roma: 17 arresti e maxi sequestro su Telegram

Operazione Fly Trap a Roma: 17 arresti e maxi sequestro su Telegram

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Operazione Fly Trap, coordinata dalla Procura di Roma e condotta dal Cncpo della Polizia Postale, ha smantellato una rete transnazionale dedita alla diffusione di materiale pedopornografico su Telegram. Sono 17 gli arresti complessivi, di cui 10 in flagranza per la detenzione di ingenti archivi illeciti. Nel corso delle attività sotto copertura sono stati sequestrati circa 282,9 gigabyte di contenuti, con oltre 22 mila video e 34 mila immagini.

La rete su Telegram e l’infiltrazione sotto copertura

Le indagini, avviate nel 2024 anche grazie alle informazioni dell’agenzia statunitense Homeland Security Investigations, hanno individuato il gruppo privato “New Saga”, animato da amministratori che adottavano pagamenti in criptovalute per l’accesso e utilizzavano canali chiusi per eludere i controlli. Un ventiquattrenne campano, identificato tra i gestori, è stato perquisito a maggio 2024; da lì è partita l’azione sotto copertura che ha consentito agli specialisti del Cncpo di ottenere nel tempo accrediti da co-amministratori nei diversi canali, inclusi ambienti esclusivi come “La Sala dei Re”.

Struttura, pagamenti e misure cautelari

È stata documentata un’organizzazione strutturata con regole stringenti, servizi per l’anonimato e strumenti automatizzati, capace di ricreare i gruppi dopo ogni chiusura. La comunità contava oltre mille utenti nel mondo, con accessi consentiti previo pagamento in criptovalute o condivisione di nuovi contenuti illeciti. Il gip di Roma ha emesso 6 ordinanze cautelari (una convertita nei domiciliari) eseguite due giorni fa: tra i destinatari tre amministratori italiani residenti nelle province di Napoli, Barletta e Verona, un cittadino svizzero e due partecipanti nelle province di Messina e Genova. Ventidue utenti italiani sono stati perquisiti; dieci sono stati arrestati in flagranza in varie province, tra cui Torino, Milano, Padova, Fermo, Cagliari, Palermo e Treviso.

Le parole del procuratore di Roma

“Siamo in presenza di un commercio indegno di minori. È stata una indagine particolarmente importante, non solo per i numeri. Quella che abbiamo scoperto era una organizzazione con una struttura paragonabile a una società multinazionale e con figure chiave che svolgevano funzioni di amministratore”.

“Decisiva è stata la capacità di un agente che è riuscito a infiltrarsi e a conquistare la fiducia dell’organizzazione fino a diventare anche lui amministratore” del gruppo, ha aggiunto il procuratore capo di Roma Francesco Lo Voi, sottolineando che il network contava oltre mille utenti nel mondo, più di venti in Italia, con accessi pagati in criptovalute. “Il dato sconfortante è la novità che riguarda la giovane età dei membri dell’organizzazione, tra i 22 e i 28 anni, e la capacità di generare denaro per questo orrendo fenomeno criminale” ha evidenziato il procuratore. Nel corso delle attività sono stati acquisiti 22 mila video e 24mila immagini e, ha rimarcato, “la cooperazione di polizia e giudiziaria sia fondamentale in queste indagini transnazionali”. È stato inoltre evidenziato che fra utenti e amministratori figurano profili eterogenei, con vite apparentemente “normali” e anonime.