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Operazione “Aquila Nera” a Roma e Frosinone: 20 misure su droga e migranti

Operazione “Aquila Nera” dei Carabinieri: eseguite 20 misure cautelari in 9 province, coinvolte anche Roma e Frosinone. Indagine su cocaina e rotta.

Operazione “Aquila Nera” a Roma e Frosinone: 20 misure su droga e migranti

Immagine generata con AI

Scatta alle prime luci del 22 settembre un imponente blitz dei Carabinieri coordinato dal Comando provinciale di Trento, che coinvolge anche il Lazio e in particolare le province di Roma e Frosinone. L’operazione, battezzata “Aquila Nera”, ha interessato complessivamente nove territori e ha portato all’esecuzione di misure cautelari nei confronti di venti persone, nell’ambito di un’inchiesta su traffico internazionale di cocaina e ingresso irregolare di migranti lungo la rotta balcanica.

Il blitz “Aquila Nera” tocca Lazio e nord-est

Secondo quanto reso noto dai militari, i reparti dell’Arma sono intervenuti in contemporanea nelle province di Trento, Bolzano, Verona, Vicenza, Rovigo, Roma, Frosinone, Varese e Ragusa. L’attività, disposta con un’ordinanza del Tribunale di Trento, rientra in un’indagine a raggio nazionale che avrebbe messo a fuoco tre distinte organizzazioni criminali. L’operazione è stata definita ad ampio spettro, con obiettivi e perquisizioni distribuiti in più aree del Paese per bloccare snodi ritenuti strategici delle presunte reti illecite.

Ventidue? No: venti misure cautelari disposte dal Tribunale di Trento

Il provvedimento firmato dal giudice trentino riguarda 20 persone, raggiunte da misure cautelari personali. Nelle prime ore dell’operazione non sono stati diffusi i nominativi degli indagati né la ripartizione territoriale dei provvedimenti. Mancano, al momento, anche indicazioni ufficiali sui quantitativi di sostanze stupefacenti che sarebbero riconducibili all’attività delle tre compagini sotto inchiesta. Le attività operative, avviate all’alba, risultavano ancora in corso quando sono arrivate le prime conferme sul perimetro territoriale del blitz.

I reati contestati: droga e migrazione irregolare

Le ipotesi di reato, a vario titolo, comprendono l’associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti e l’associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di migranti clandestini. Stando alle informazioni diffuse, il primo filone riguarderebbe una catena di approvvigionamento e smistamento di cocaina su base transnazionale, mentre il secondo verte sull’ingresso irregolare in Italia attraverso la rotta balcanica. Sarà compito degli investigatori chiarire se e come i tre gruppi avrebbero interagito e quale ruolo avrebbero avuto i singoli indagati all’interno della presunta struttura criminale.

Focus Lazio: cosa succede a Frosinone e a Roma

Per il Frusinate è confermato il coinvolgimento nell’esecuzione dei provvedimenti, ma non sono stati resi noti numero e natura delle misure adottate in provincia di Frosinone, né l’eventuale ubicazione degli interventi. Nessuna indicazione, al momento, su possibili sequestri nel territorio. Anche per Roma l’azione dei Carabinieri rientra nel quadro operativo nazionale, senza ulteriori dettagli sulla porzione di attività condotta nell’area metropolitana. Le prossime comunicazioni ufficiali dovrebbero consentire di fissare con maggiore precisione il perimetro laziale del blitz.

Le province interessate e il coordinamento investigativo

L’operazione ha messo in rete reparti territoriali e reparti speciali in nove province: Trento, Bolzano, Verona, Vicenza, Rovigo, Roma, Frosinone, Varese e Ragusa. Il coordinamento del Comando provinciale di Trento ha consentito l’esecuzione sincrona dei provvedimenti, nell’ottica di interrompere in simultanea più segmenti della filiera investigata. La direzione giudiziaria del Tribunale di Trento rappresenta il baricentro dell’inchiesta, dalla quale dipendono i successivi passaggi procedurali e informativi.

Il precedente collegamento investigativo con il Frusinate

Il coinvolgimento del territorio frusinate in un’indagine nata a Trento non costituisce una novità assoluta. Nel dicembre 2023, nell’ambito di un’altra attività dei Carabinieri trentini sullo spaccio nelle Valli di Non e di Sole, una perquisizione era stata eseguita proprio in provincia di Frosinone. Si trattava però di un procedimento distinto e autonomo. Anche in inchieste nazionali e internazionali sul narcotraffico il Frusinate è comparso in passato tra i territori toccati da provvedimenti, ma allo stato non vi sono elementi per collegare tali precedenti all’odierna “Aquila Nera”.

Attesa per la conferenza stampa di Trento

Ulteriori dettagli sono attesi nella mattinata, quando è prevista una conferenza stampa presso il Comando provinciale dei Carabinieri di Trento. Le informazioni ufficiali dovrebbero illustrare la presunta architettura dei tre gruppi, le rotte di approvvigionamento della cocaina e le modalità di gestione del traffico di migranti, oltre alla durata complessiva dell’indagine e alla mappa delle misure nelle nove province coinvolte, comprese Roma e Frosinone. Solo allora sarà possibile definire con precisione ampiezza e ruolo del Lazio nel procedimento.

Un quadro in evoluzione e le garanzie processuali

Il fascicolo resta in aggiornamento. Le persone raggiunte dai provvedimenti sono indagate e le posizioni individuali dovranno essere valutate nelle sedi competenti, nel pieno rispetto della presunzione di innocenza. Le prossime ore saranno decisive per comprendere la reale portata dell’operazione “Aquila Nera” e l’eventuale interconnessione tra i filoni di traffico di cocaina e di ingresso irregolare. Per i lettori del Lazio l’attenzione resta puntata su Roma e Frosinone, in attesa dei chiarimenti investigativi sui provvedimenti eseguiti nel territorio.