Nella mattinata del 18 settembre 2026 un’inchiesta coordinata dalla procura di Velletri ha portato all’emissione di sei misure cautelari, ulteriori sei arresti in flagranza e sequestri patrimoniali, colpendo un presunto giro di spaccio radicato ad Ardea con ramificazioni a Roma e nei Castelli Romani. Il giudice per le indagini preliminari ha disposto il carcere per due indagati, i domiciliari per altri due e l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per due persone. Le contestazioni riguardano traffico di sostanze stupefacenti, riciclaggio e autoriciclaggio.
Indagine tra Ardea e Roma
Le attività, condotte dai finanzieri e avviate all’inizio del 2025, sono partite dal monitoraggio di un uomo operativo sul territorio di Ardea. Dalle verifiche è emerso un assetto di gruppo con una netta divisione dei ruoli, dalla logistica alla distribuzione fino al reimpiego dei contanti. Secondo gli elementi raccolti, uno dei presunti promotori avrebbe continuato a impartire direttive sulle consegne e sulla gestione dei flussi finanziari dal carcere. Centrale il lavoro della Guardia di Finanza, che ha ricostruito passaggi e responsabilità lungo l’intera filiera.
Arresti e quantitativi ricostruiti
Nell’ambito del procedimento sono state arrestate complessivamente dodici persone. Il volume d’affari tracciato riguarda la cessione di oltre 11 chilogrammi di cocaina e 16 chilogrammi di hashish. Nel corso degli interventi sono stati sequestrati 2,218 chili di cocaina e 2,212 chili di hashish. Contestualmente alle misure, sono stati eseguiti nove decreti di perquisizione nei comuni di Roma, Ardea, Albano Laziale, Aprilia, Cerveteri, Marino e Teramo.
Riciclaggio nel comparto immobiliare
Gli accertamenti economico finanziari hanno delineato un presunto canale di riciclaggio dei proventi, confluiti in una società attiva nel settore immobiliare. Il denaro, secondo gli inquirenti, veniva ripulito attraverso acquisti di beni. Il provvedimento ha disposto il sequestro preventivo di due terreni e di quote societarie per un valore stimato in circa 70.000 euro, a tutela delle garanzie patrimoniali.