Un operaio di 56 anni ha perso la vita a Roma dopo un improvviso malore, dovuto a un probabile colpo di calore mentre svolgeva interventi di manutenzione all’aperto in via della Magliana, durante le ore centrali di una giornata caratterizzata da temperature estreme. Le autorità ipotizzano un colpo di calore come causa del decesso, avvenuto presso il pronto soccorso dell’ospedale San Camillo. La Procura ha avviato un’indagine per accertare eventuali responsabilità, inclusa la verifica delle condizioni di sicurezza in cui l’uomo operava. Il caso si aggiunge a una serie di decessi legati al caldo record registrato negli ultimi giorni in diverse regioni italiane. Gli inquirenti attendono l’esito dell’autopsia per chiarire le cause esatte del decesso e individuare eventuali omissioni.
Colpo di calore a Roma: operaio muore durante il lavoro all’aperto
Il tragico episodio si è verificato giovedì pomeriggio in zona Magliana, nel cortile esterno di un’azienda dove la vittima era impegnata in lavori di manutenzione. Il malore è sopraggiunto intorno alle ore 16, in un momento della giornata in cui le temperature hanno raggiunto picchi estremi.
I colleghi presenti hanno immediatamente richiesto l’intervento dei soccorsi, ma nonostante il trasporto d’urgenza all’ospedale San Camillo, l’uomo è deceduto nel tardo pomeriggio. Le condizioni climatiche particolarmente gravose potrebbero aver causato un collasso termico, favorito dall’esposizione prolungata al sole senza protezioni adeguate.
Inchiesta per omicidio colposo: disposta l’autopsia
Il pubblico ministero Maurizio Arcuri ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di reato di omicidio colposo, ordinando l’autopsia per determinare con precisione la causa del decesso. Tra le ipotesi principali figura il colpo di calore, ma non si escludono eventuali patologie pregresse aggravate dalle alte temperature.
Il medico legale dovrà stabilire se esistano elementi riconducibili a negligenze nella gestione della sicurezza lavorativa. L’indagine punta a chiarire se il datore di lavoro abbia predisposto misure idonee per proteggere i dipendenti dagli effetti del caldo, specialmente nelle ore più critiche. Gli accertamenti verranno condotti anche sulla presenza di eventuali dispositivi di protezione o pause previste per evitare rischi legati allo stress termico.
Accertamenti ispettivi e prime testimonianze raccolte
Sul luogo della tragedia sono intervenuti immediatamente gli agenti del commissariato San Paolo, che hanno raccolto le prime testimonianze dei colleghi della vittima. Parallelamente, gli ispettori del lavoro della Procura di Roma stanno verificando il rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
La segnalazione alla magistratura è partita dai medici dell’ospedale San Camillo, dopo aver constatato il decesso. Saranno analizzati anche i turni di lavoro, la disponibilità di zone d’ombra o di refrigerio, nonché l’eventuale presenza di direttive aziendali specifiche per far fronte alle ondate di calore che stanno colpendo il Paese.
Caldo estremo in Italia: altri casi simili in corso di indagine
La morte dell’operaio romano si inserisce in un quadro nazionale allarmante. Negli ultimi giorni, l’Italia ha registrato diversi decessi connessi all’aumento anomalo delle temperature. A Noale, in Veneto, un lavoratore di 47 anni ha accusato un malore mentre era impiegato in attività all’aperto; poche ore dopo è stato trovato privo di vita nella propria automobile.
Altri tre casi si sono verificati tra Sardegna e Liguria: due persone sono decedute sulle spiagge dell’isola e una terza a Genova, tutte colpite presumibilmente da colpi di calore. Le autorità sanitarie e gli ispettorati stanno monitorando con attenzione la situazione per prevenire ulteriori tragedie legate all’emergenza climatica in corso.