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Omicidio Rossella Nappini, ergastolo all'ex compagno Adil Harrati

Omicidio Rossella Nappini, ergastolo all'ex compagno Adil Harrati

Fonte: Facebook Rossella Nappini

Adil Harrati, 46 anni, è stato condannato all'ergastolo per l'omicidio dell'infermiera Rossella Nappini, avvenuto il 4 settembre 2023 a Roma, nel quartiere Trionfale. L'uomo ha colpito la vittima con numerose coltellate, causando la sua morte per arresto cardiocircolatorio. Il tribunale ha riconosciuto le aggravanti di crudeltà e motivi futili, ma non la premeditazione. Rossella, 52 anni, aveva interrotto la relazione dopo aver scoperto i precedenti penali di Harrati, che non accettava la separazione.

Il delitto di Rossella Nappini nel quartiere Trionfale

Il femminicidio si è consumato nell’androne di uno stabile del quartiere Trionfale a Roma. La sera del 4 settembre 2023, Adil Harrati ha raggiunto Rossella Nappini e l’ha aggredita con un coltello.

Secondo le indagini, l’uomo non aveva accettato la fine della breve relazione e ha reagito con estrema violenza. La vittima è morta per le gravi ferite riportate, principalmente concentrate sul collo e sul corpo.

Gli inquirenti hanno definito il delitto caratterizzato da motivazioni abbiette e crudeltà, dettagli emersi chiaramente nel capo d’imputazione.

Una relazione breve e segnata da tensioni

La relazione tra Rossella Nappini e Adil Harrati era iniziata solo un mese e mezzo prima dell’omicidio. I due si erano conosciuti mentre Harrati eseguiva lavori di tinteggiatura nell’edificio in cui abitava Rossella.

La donna aveva espresso inizialmente sentimenti positivi verso di lui, confidando alla sorella il desiderio di sposarlo per aiutarlo ad ottenere il permesso di soggiorno. Tuttavia, la situazione è cambiata radicalmente quando Rossella ha scoperto i precedenti penali dell’uomo, decidendo di interrompere la relazione. Harrati ha reagito con insistenza, culminando in un’escalation di violenza fatale.

Le testimonianze e il processo

Durante il processo, la sorella della vittima ha ricostruito gli ultimi giorni di Rossella Nappini, sottolineando l’angoscia generata dall’atteggiamento ossessivo di Harrati.

La vittima aveva rifiutato un incontro con lui poche ore prima del delitto, non mostrandosi particolarmente preoccupata. La corte ha considerato tali elementi cruciali per confermare la colpevolezza dell’uomo.

Nonostante la difesa abbia cercato di attenuare le responsabilità, i giudici hanno ritenuto le prove sufficienti per emettere una condanna all’ergastolo, sottolineando la gravità del crimine.