Mentre si svolgevano i funerali di Michelle Causo, nella chiesa di Torrevecchia, ieri gli inquirenti sono tornati nella casa dell'orrore: l'appartamento dove la ragazza è stata uccisa a coltellate per poi essere infilata in un sacco e lasciata dentro un carrello della spesa vicino ai cassonetti. In via Dusmet insieme alla polizia scientifica c'era la pm del tribunale dei minorenni che conduce le indagini: ha voluto vedere il luogo del delitto anche per analizzare le dichiarazioni fatte dal 17enne accusato dell'omicidio.

Pistola finta trovata nell'appartamento: "Era di Michelle e mi ha minacciato"
Tra gli elementi da chiarire quello della pistola giocattolo trovata nella casa. Un'arma finta ma apparentemente uguale ad un pistola che era nascosta nell'appartamento. Non è escluso che possa essere stata usata durante il litigio al culmine del quale l'assassino avrebbe ucciso Michelle con diverse coltellate.
Il 17enne durante l'interrogatorio, riporta la Repubblica, avrebbe detto: "La pistola era di Michelle e mi ha minacciato, dicendo che l’avrebbe usata". Gli accertamenti ora dovranno chiarire chi ha maneggiato la pistola e se sull'arma finta possano esserci le impronte della ragazza.
Nei video il percorso verso i cassonetti
Si continua ad indagare anche sul movente dell'omicidio, secondo quanto riferito dal 17enne, avvenuto al culmine di un litigio per un debito di poche decine di euro che doveva dare alla vittima. Sarebbe invece da escludere l'ipotesi più volte sostenuta dai familiari di Michelle secondo cui il ragazzo sarebbe stato aiutato da un complice. Nei video in mano agli inquirenti si vedrebbe infatti il ragazzo agire da solo lungo il percorso tra il palazzo di via Dusmet e i secchioni dell'immondizia in via Stefano Borgia. Le immagini riprendono il ragazzo a volto scoperto con indosso una felpa camminare senza fretta per tornare al palazzo.
I precedenti
Il ragazzo ora si trova nel carcere minorile e secondo quanto riporta il Messaggero, era già noto alle forze dell'ordine. Sarebbe stato denunciato lo scorso anno per aver taglieggiato un coetaneo di un gruppo "rivale". Nel 2021 la sorella di un'amica di Michelle lo aveva invece denunciato per l'hackeraggio del proprio profilo Instagram. Il ragazzino allora 15enne le avrebbe chiesto quindi di inviare delle foto osè per poter avere indietro l'account.

