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Omicidio Claudio Celletti, prima la lite per i cani in pineta poi l'agguato (VIDEO)

Omicidio Claudio Celletti, prima la lite per i cani in pineta poi l'agguato (VIDEO)

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All'indomani dell'arresto di 2 uomini per l'omicidio di Claudio Celletti, la Pineta delle Acque Rosse ad Ostia è come sempre in pieno fermento. C’è chi va a raccogliere gli asparagi, chi corre e chi porta a spasso i cani. Un polmone verde, vitale e amato dai residenti che lo descrivono come un’oasi felice. Intorno la mattina risuonano le voci dei bimbi di una scuola materna ed elementare. Un incanto spezzato atrocemente dal rumore degli pneumatici sullo sterrato del parcheggio in largo delle Marianne.

Omicidio Claudio Celletti, prima la lite per i cani in pineta poi l'agguato

Proprio nel piazzale ai margini della pineta una jeep ha spinto sull’acceleratore e travolto Claudio Celletti il 63enne dipendente Ama che si trovava di spalle con il cane in braccio. Un agguato mortale per vendicarsi di chi aveva osato mettersi in mezzo e difendere una donna in una lite tra padroni di cani.

Celletti infatti sarebbe intervenuto in soccorso della donna, trovandosi davanti a un muro di arroganza e aggressività. È poi partita una colluttazione che la vittima aveva raccontato anche ai colleghi di lavoro. Un'aggressione anche forse con un coltello. Non un brutto episodio isolato. C’è chi nel parco parla di minacce fin sotto casa.

Voci che rimbalzano tra i gruppi di persone che frequentano l'area verde per portare a spasso i cani. Quello che appare certo è che lo scorso 4 marzo una jeep lo aspettava all’uscita della pineta per vendicarsi dello sgarro. Quindi la fuga lasciando sull’asfalto Celletti che morirà una settimana dopo l'investimento.

Tre bulldog contro Maurizio: "Li ho allontanati con un bastone, ma è stata l'unica volta in tanti anni"

"Non si può morire per una lite tra padroni di cani" dicono sgomenti i passanti. Parole forti sì, anche momenti di paura per un cane un po' aggressivo lasciato libero. Come è successo a Maurizio spaventato da tre bulldog “Mi stavano venendo contro, però si sono allontanati quando li ho minacciati col bastone che porto con me, un bastone pesante che porto con me per difendermi”. E anche oggi lo portava durante la passeggiata per raccogliere asparagi, ma assicura Maurizio: "È stato quello l'unico episodio che mi è capitato in tanti anni".

È un'oasi felice, fare attenzione ai cani più grandi: "I padroni dovrebbero educarli o tenerli al guinzaglio"

Lo stesso raccontano altri ragazzi, una coppia di giovanissimi che passeggia "È un'oasi felice, almeno la mattina" dicono spiegando di non aver mai avuto incontri pericolosi, né con persone né con animali. Stesso racconto di un altro ragazzo che porta a spasso Roma e che raccomanda "Bisogna stare attenti quando ci sono in giro cani grandi".

Fondamentale educare gli animali e se sono più aggressivi "tenerli con la museruola e magari anche legati" aggiunge il giovane. L'appello infine per controlli più puntuali. "Qui c'è spesso la municipale - dice il padrone di Roma - potrebbe intervenire in caso di cani grandi e senza guinzaglio, chiedendo ai padroni di mettere la museruola".