"Ti ammazzo" "ti taglio la testa". Oltre 400 telefonate tra minacce di morte e l'ossessione di controllarla facendo chiaramente capire alla vittima di sapere tutto di lei e dei suoi spostamenti. Un incubo che non si fermava neppure di notte e che è andato avanti per mesi, fino a quando ieri sera lo stalker è stato arrestato dai carabinieri della compagnia Roma Eur e portato nel carcere di Regina Coeli. A finire in manette per atti persecutori un cittadino indiano di 36 anni, senza fissa dimora, irregolare sul territorio nazionale.
L'incubo di Cristina
L'uomo era stato già stato condannato per atti persecutori nei confronti della stessa donna, in un altro procedimento, ma dopo dopo aver espiato la pena lo scorso 24 aprile avrebbe ripreso a perseguitare la donna aggredendola e ricominciando a minacciarla in alcuni casi anche facendo riferimento a una pistola.
Una storia allucinante che per la vittima Cristina è iniziata due anni fa e che sperava fosse finita con la condanna dello stalker. Uscito dal carcere però l'uomo è stato trasferito in un centro di prima accoglienza a Potenza ed ha ricominciato a telefonare alla donna minacciandola. Poi però è tornato in libertà e da quel momento, la donna ha vissuto nella paura che lo stalker mettesse in atto le minacce.
La vittima sotto scorta
I Carabinieri del Comando Provinciale di Roma quando hanno saputo che all’uomo era stato negato il riconoscimento dello status di protezione internazionale, quindi era uscito dal CPR ed era di nuovo libero ma irregolare sul territorio nazionale, si sono subito attivati per assicurare una scorta alla vittima e garantirle protezione. Allo stesso tempo sono state avviate le ricerche dell’uomo che è stato rintracciato a Roma il 17 luglio scorso e accompagnato presso il centro di permanenza per rimpatri di Ponte Galeria dove ieri sera è stato arrestato.

Oltre 400 telefonate tra approcci e minacce di morte: "Ti taglio la testa"
In particolare il 30 maggio 2023 avrebbe fatto 21 telefonate alla donna, provando un approccio e minacciandola di morte. Nei giorni successivi, fino al 9 giugno, si contano – anche in orario notturno - più di 260 tentativi di chiamata rimasti senza risposta. Il giorno dopo la chiamata dell'orrore durante la quale oltre a minacciarla nuovamente di morte sarebbe diventato più specifico dicendo che le avrebbe tagliato la testa. E ancora 146 chiamate dal 28 al 30 giugno 2023 per poi ricontattare la vittima di nuovo il 9 luglio scorso cercando un contatto con lei. Secondo quanto accertato l’uomo avrebbe fatto parte delle 400 telefonate, mentre si trovava presso il centro di permanenza per rimpatri di Potenza.

