Roma guarda con attenzione alla possibile tappa degli Oasis, tra riservatezza e cauto ottimismo. L’assessore capitolino allo Sport e Grandi eventi Alessandro Onorato ha ribadito prudenza, lasciando però intravedere quale potrebbe essere la sede più adatta nel territorio della Capitale.
Le dichiarazioni dell’assessore
"Io non posso dire nulla" sugli Oasis. "Immaginate quanto sia complesso aggiudicarsi un'iniziativa di questo livello, sarebbe un fenomeno globale ed epocale per la nostra città. Posso dire che al momento ho mantenuto tutti gli impegni. Gli Oasis di loro policy fanno gli stadi, tranne nel loro Paese, quindi se dovessi scommettere un euro punterei più sull'Olimpico che su Tor Vergata. Comunque l'importante, qualora ci fosse la possibilità, è che vengano a Roma, poi possono suonare dove meglio credono loro".
Le possibili sedi a Roma
Nelle parole di Onorato emerge la preferenza per lo Stadio Olimpico rispetto all’area di Tor Vergata, in linea con la “policy” del gruppo di esibirsi negli stadi. L’assessore sottolinea come un concerto degli Oasis a Roma rappresenterebbe un’opportunità di rilievo, mantenendo al contempo un approccio istituzionale e rispettoso dei passaggi necessari per la definizione dell’evento.
Il contesto dell’intervento
Le affermazioni sono arrivate durante AdnTalks, nel corso di un’intervista concessa ad Adnkronos e curata dal direttore Davide Desario. Onorato, leader di Progetto civico Italia e assessore a Sport e Grandi eventi di Roma, ha ricordato di aver rispettato gli impegni finora assunti, rimarcando la complessità di una candidatura capace di generare un impatto "globale ed epocale" per la città.