Niccolò Fabi torna a Roma con una tappa attesa del Roma Summer fest. Stasera, lunedì 15 giugno, il cantautore salirà sul palco della cavea dell’Auditorium Parco della Musica per un concerto che intreccia brani recenti e classici, in oltre due ore di musica capaci di unire generazioni diverse.
Il concerto a Roma
La serata alla cavea promette un percorso narrativo che attraversa quasi trent’anni di scrittura. L’apertura è affidata a «La promessa», poi spazio a pagine centrali del repertorio come «Costruire», «Oriente», «Una somma di piccole cose» e «Una buona idea». Il bis chiuderà con «Lasciarsi un giorno a Roma», presentato al festival di Sanremo nel 1998, unico riferimento alla carriera precedente al 2000. Ogni live è concepito come un viaggio: silenzi densi di significato si alternano a momenti più energici, con una scaletta arricchita da parti strumentali che mescolano psichedelia ed elettronica.
Un album tra libertà e ricerca
Al centro del percorso c’è «Libertà negli occhi», pubblicato lo scorso 16 maggio nel giorno del suo 57esimo compleanno e registrato in dieci giorni in una baita in Val di Sole. Alla presentazione Fabi ha spiegato: «Le canzoni sono i luoghi più adatti a raccontare il furore della gioventù. La stagione della fertilità, di tutti i tipi, è della giovinezza, non dell’anzianità». E ha aggiunto: «Libertà — ha sottolineato il cantautore romano — è anche un modo di guardare le cose che determina il senso e la dignità di quello che facciamo e dove indirizziamo le nostre scelte».
La rotta artistica
La traiettoria conferma una scelta precisa, già enunciata nei primi anni Duemila: «Lavoro per staccarmi dalla popolarità televisiva, vuota e invadente, e tento di avvicinarmi a quella artistica, dove il rapporto con il pubblico è filtrato dalla musica». Il nuovo tour estivo segue questa linea e privilegia cornici d’eccezione, tra anfiteatri storici, arene sotto le stelle e appuntamenti al tramonto, per un ascolto che valorizza intimità e attenzione.
La band sul palco
Con Fabi saliranno sul palco Roberto «Bob» Angelini, Alberto Bianco, Filippo Cornaglia, Cesare Augusto Giorgini e Giulio Cannavale. Quasi tutti hanno preso parte anche alla registrazione di «Libertà negli occhi», contribuendo a definire un suono che dal vivo sposa delicatezza, intensità e autenticità nel cuore di Roma.