È tutto pronto per la XIV edizione di Napoli nel cuore, in programma domenica 20 settembre alle 20 all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma. La serata riunirà artisti di generazioni e linguaggi diversi, legati alla città partenopea e a un progetto con finalità solidali, in un format che intreccia musica, teatro, memoria e ironia.
Data e luogo
L’appuntamento è fissato per domenica 20 settembre, alle ore 20, all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, nel cuore di Roma. Dopo quattordici edizioni e oltre cento artisti passati sul palco, Napoli nel cuore conferma la propria vocazione di evento culturale capace di attrarre pubblici diversi.
Un racconto che unisce musica e memoria
La manifestazione torna con un impianto narrativo che supera il semplice spettacolo: un racconto collettivo della cultura di Napoli costruito attraverso interpreti, omaggi e testimonianze. Nel corso degli anni sono saliti sul palco, tra gli altri, Renzo Arbore ed Edoardo Bennato, contribuendo a definire un percorso di memoria e rinnovamento.
Premi e omaggi
Tra i momenti più attesi spicca il riconoscimento a Teresa De Sio, a cui sarà consegnato il Premio Napoli nel cuore per i 50 anni di carriera. Stefano Fresi e Cristiana Polegri firmeranno una personale dedica a Napoli, tra musica e parole. Lorenzo Hengeller, con pianoforte e ironia, renderà omaggio anche a Peppino Di Capri. Sarà Alessandro De Simone a ricordare il maestro Roberto De Simone attraverso un prezioso documento video dedicato a La Gatta Cenerentola. Il chitarrista Mauro Di Domenico proporrà un originale omaggio a Ennio Morricone e al ricordo di Pino Daniele. Spazio anche al centenario di Riccardo Pazzaglia, ricordato con il figlio Massimiliano.
Nuove voci in scena
Attenzione puntata sui talenti emergenti con Gnut, tra le voci più originali della nuova scena partenopea, reduce dagli ottimi consensi al Premio Tenco con Dduje paravise, che proporrà dal vivo alcuni dei suoi brani più conosciuti. Debutta a Napoli nel cuore anche Vincenzo Comunale, comico affermatosi a Zelig, con un monologo che assume la “napoletanità” come risorsa per la comicità.