Il cantiere per la costruzione del Museo della Shoah, situato all'interno di Villa Torlonia, a Roma, è stato oggetto di atti vandalici e intimidatori. Nei pressi dell’area di via Alessandro Torlonia, ignoti hanno lasciato escrementi sui lucchetti del cancello, realizzato scritte offensive e disseminato volantini pro Palestina con messaggi di protesta. Alcune frasi, come "Assassini infami" e "Oggi 45mila morti", sono state tracciate sui cartelli di avviso dei lavori, accompagnate da macchie di vernice rossa a simboleggiare il sangue. Tra i volantini lasciati sul posto, uno recava la scritta "Fermare il genocidio a Gaza", mentre un altro, imbrattato di escrementi, mostrava l’immagine della popolazione palestinese. Sugli episodi, ripetutisi nelle ultime due settimane, è in corso un’indagine della Digos.
Il progetto del Museo della Shoah e lo stato dei lavori
Il Museo della Shoah è un progetto atteso da circa vent’anni, destinato a diventare un luogo simbolo della memoria e della testimonianza storica dell’Olocausto in Italia. La struttura sorgerà alle spalle della Casina delle Civette, all’interno di Villa Torlonia, un’area dalla forte valenza storica, essendo stata la residenza di Benito Mussolini durante il periodo fascista.
L’idea del museo nasce con l’obiettivo di raccontare la storia della persecuzione degli ebrei italiani attraverso documenti, testimonianze e percorsi educativi. Il progetto, firmato dall’architetto Luca Zevi, ha ricevuto un’accelerazione nel 2023, quando l’allora ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano ha annunciato un finanziamento di 10 milioni di euro per la realizzazione dell’opera. Camera e Senato hanno successivamente approvato un disegno di legge per garantire la costruzione del museo, i cui lavori sono attualmente in corso.
"Ora parlo da comune cittadino e trovo indegno, deprecabile con tutta la forza possibile, quello che è avvenuto" ha commentato l'ex ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. "L’antisemitismo riprende forme vecchie e nuove davvero preoccupanti, è dovere di tutti combatterlo soprattutto in termini culturali".
Indagini in corso
Le forze dell’ordine stanno esaminando le immagini delle telecamere di sorveglianza presenti nell’area per risalire all’identità degli autori del gesto. La Digos, che ha preso in carico l’indagine, sta valutando possibili collegamenti con altri episodi simili avvenuti nella Capitale nelle ultime settimane.
Intanto, si ipotizza un potenziamento delle misure di sicurezza intorno al cantiere del museo, con l’installazione di ulteriori sistemi di videosorveglianza e un incremento della presenza delle forze dell’ordine nella zona.
Le reazioni della politica
Gli atti vandalici al Museo della Shoah hanno suscitato una forte condanna da parte delle istituzioni. "Gli atti intimidatori compiuti al cantiere del Museo della Shoah sono inquietanti e fanno rabbrividire" ha affermato il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca.
"La condanna di questo, come di altri gesti, deve essere corale e decisa da parte non soltanto delle istituzioni ma, più in generale, dell'intera opinione pubblica. Auspico che la Digos e gli inquirenti possano risalire presto agli autori di tali nefandezze".
"La Regione Lazio è, con orgoglio, tra i soci fondatori della Fondazione Museo della Shoah e ci impegneremo con tutte le nostre forze per la realizzazione di un luogo non soltanto commemorativo di una delle pagine più buie della storia, ma anche di promozione della nostra identità culturale" ha aggiunto il Governatore. "Nel Lazio non ci sarà mai spazio per l'antisemitismo, come per qualsiasi sentimento di odio e di discriminazione".
"Esprimo la mia profonda indignazione per il vile atto vandalico ai danni del cantiere del Museo della Shoah di via Torlonia" ha dichiarato il Presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana. "Si tratta di gesti squallidi e intimidatori che meritano la più ferma condanna. Ogni tentativo di inquinare il dibattito pubblico con atti di questo tipo non fa che alimentare tensioni in un momento storico che richiede, invece, di promuovere il dialogo e il confronto civile e democratico. Mi auguro che i responsabili vengano individuati al più presto. Esprimo solidarietà alla comunità ebraica e a quanti sono impegnati nella realizzazione dell'opera".
A lui si aggiunge il presidente del Senato, Ignazio La Russa. "Siamo di fronte a fatti gravi e preoccupanti, perché in quel cantiere sono in corso i lavori di un luogo di memoria, fortemente voluto per ricordare la storia e il dolore di milioni di ebrei. La mia condanna di quanto accaduto è ferma, così come la vicinanza, mia e del Senato della Repubblica, alla comunità ebraica".