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Musei Vaticani, presentato oggi il restauro della Loggia di Raffaello

Musei Vaticani, presentato oggi il restauro della Loggia di Raffaello

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Stamane, presso la Galleria Lapidaria dei Musei Vaticani, si è svolta la presentazione del grande progetto di restauro dell'ala ovest della Seconda Loggia, la cosiddetta Loggia di Raffaello.

Per cinque anni - grazie al generoso contributo del World Monuments Fund (WMF), la principale organizzazione indipendente dedicata alla salvaguardia dei luoghi più preziosi del mondo - un cantiere di restauro interesserà l'ala ovest della Loggia di Raffaello, situata al secondo piano del Palazzo Apostolico e affacciata sul cortile di San Damaso.

Progettata dall'Urbinate e decorata tra il 1517 e il 1519 dai suoi allievi per papa Leone X de' Medici (1513-1521), fu da subito considerata una delle più alte espressioni dell'arte rinascimentale applicata all'architettura e costituisce ancora oggi una delle testimonianze più raffinate del linguaggio figurativo del primo Cinquecento.

Lunga 65 metri e larga 4, è suddivisa in tredici campate, ciascuna decorata da quattro episodi biblici sulla volta. Le prime dodici campate presentano episodi dell'Antico Testamento, mentre l'ultima è dedicata al Nuovo.

I capi decoratori furono Giulio Romano per le scene bibliche sulle volte e Giovanni da Udine per gli elementi botanici, parte delle grottesche (altre sono ascrivibili a Perin del Vaga) e gli stucchi all'antica.

Da sempre percorsa da cardinali, alti prelati, e ambasciatori in visita al Papa - illustra il Direttore dei Musei Vaticani Barbara Jatta - ammirata e copiata dai più grandi artisti italiani e stranieri e meta imprescindibile del Grand Tour, la Loggia è situata negli ambienti della Santa Sede e della Segreteria di Stato. L'intervento conservativo del capolavoro raffaellesco - grazie all'accordo con il WMF, reso possibile dal prezioso supporto della Stephen A. Schwarzman Foundation - segnerà un momento determinante nella storia del restauro così come nella storia dell'arte del Rinascimento italiano. Siamo grati al WMF e alla Stephen A. Schwarzman Foundation per il generoso sostegno di 5,5 milioni di dollari devoluto a questo progetto dei Musei Vaticani.

Il progetto di restauro si avvale anche del supporto dei Patrons of the Arts in the Vatican Museums, da oltre 40 anni sostenitori dei Musei Vaticani.

L'osservazione della superficie - spiega Paolo Violini, Capo Restauratore del Laboratorio di Restauro Dipinti e Materiali lignei dei Musei Vaticani - ha evidenziato la necessità di adottare una metodologia di pulitura "a secco", in modo da preservare le delicate stesure originali e i loro labili resti, oltremodo sensibili all'azione di procedure per via chimica. A questa esigenza ha risposto egregiamente la tecnologia laser. Dopo una serie di test con varie tipologie e con diverse modalità, si è scelto un modello "a fibra attiva", molto versatile nella gestione del livello di pulitura, consentendo un controllo accurato e dettagliato”.

Max