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Municipio V, "La rassegna stampa di oggi è un bollettino di guerra". L'appello allo Stato

Municipio V, "La rassegna stampa di oggi è un bollettino di guerra". L'appello allo Stato

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Un uomo è rimasto ferito a una gamba dopo alcuni colpi d’arma da fuoco esplosi nel cortile delle case Ater di Tor Sapienza, nel V municipio di Roma. L’episodio è avvenuto nel tardo pomeriggio di domenica 26 luglio in viale Giorgio Morandi, nella zona est della Capitale.

Nello stesso quadrante, Mohammed, cittadino di origini nordafricane, è deceduto dopo otto giorni di ricovero in seguito alle gravi ferite riportate la sera del 18 luglio alla stazione Palmiro Togliatti.

Mistero, invece, nel campo rom di via dei Gordiani, nel quartiere Villa de Sanctis: il pomeriggio di domenica 26 luglio, un cittadino italiano di 53 anni — non residente nella zona — è stato trovato privo di conoscenza e gravemente ferito. Soccorso tempestivamente, l'uomo si trova ora ricoverato in ospedale.

La nota dal Municipio Roma V

La rassegna stampa di oggi è un bollettino di guerra: un morto dopo un’aggressione alla stazione Fs Togliatti, una persona gambizzata a Tor Sapienza e un’altra trovata agonizzante in via dei Gordiani” scrive in una nota dal presidente del Municipio Roma V, Mauro Caliste.

Nel quadrante est della Città c’è un chiaro problema di ordine pubblico a cui, al di là delle parole del Governo, non corrisponde un controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine”. Da qui, la riflessione sullo stato di percezione della sicurezza e sulla sicurezza stessa. “La sicurezza si costruisce in vari modi, anche attraverso la riappropriazione degli spazi da parte della cittadinanza e interventi di riqualificazione urbana e sociale. È ciò che stiamo facendo insieme al Campidoglio e all’assessorato alle periferie, ma non basta” dice il minisindaco.

Più pattuglie, più controlli. Ma l’appello va allo Stato. “Il sindaco Roberto Gualtieri ha realizzato uno sforzo concreto per assegnare, solo al Municipio V, oltre 130 nuovi agenti di Polizia locale, che tuttavia si occupano di ciò che compete alla Polizia locale, con tutti i limiti della normativa di settore. È incredibile che lo Stato, nonostante i decreti sicurezza - la cui efficacia è inversamente proporzionata alla loro esaltazione - e interventi spot, non riesca a distruggere una piazza di spaccio al Quarticciolo e a restituire dignità ai cittadini perbene che vorrebbero vivere serenamente il quadrante”.

Sai cosa significa Quarticciolo?

Il nome Quarticciolo, ricordiamolo, deriva da una modifica popolare del termine "Quarto", che indicava la distanza di quattro miglia da Porta Maggiore lungo le strade consolari romane dell'area. Per cui, vicinissimo al centro. Il sentimento di “periferia”, però, ancora pesa negativamente sulla zona, e così non dovrebbe essere perché tutte le zone di Roma dovrebbero essere uguali. “Se a chi vive in questo quartiere non diamo realmente una prospettiva di vita diversa, diventa tutto più difficile”. Lo ha detto l’assessore alle Periferie, Pino Battaglia, durante il confronto aperto tenutosi il 27 novembre scorso, nel teatro della Parrocchia dell’Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo al Quarticciolo. Vivere un quartiere, come Quarticciolo, significa conoscerne un passato e un presente, significa conoscerne le fragilità, le criticità, ma soprattutto le potenzialità. E chi meglio delle persone del posto possono dire di cosa abbia bisogno la loro casa e, soprattutto, chi meglio di loro merita dignità?

Battaglia: "Servono presidio stabile, azione continuativa contro criminalità e spaccio"

"Condivido le parole del presidente del Municipio V Mauro Caliste. Le notizie che arrivano dal quadrante est di Roma sono gravissime e impongono una riflessione seria. Di fronte a episodi di violenza come quelli di queste ore, il primo pensiero va alle vittime, alle loro famiglie e a tutti i cittadini che chiedono semplicemente di poter vivere il proprio quartiere in sicurezza". Così in una nota l'assessore alle Periferie di Roma Capitale, Pino Battaglia. "Come istituzioni stiamo lavorando per restituire ai cittadini spazi pubblici, strade, piazze e parchi attraverso interventi di riqualificazione urbana e sociale. E' un lavoro che portiamo avanti insieme ai Municipi, alle associazioni, ai comitati e a tutte le realtà che ogni giorno presidiano i territori e alle quali va il mio ringraziamento. Ma questo non basta. Se quei luoghi non sono protetti da una presenza costante dello Stato, il rischio è che vengano nuovamente sottratti ai cittadini. I decreti sicurezza, al di là della propaganda, non stanno producendo l'efficacia che i cittadini si aspettano".

Le risposte che il territorio e i suoi cittadini si aspettano girano attorno alle azioni concrete. "Servono un presidio stabile del territorio e un'azione concreta e continuativa contro criminalità e spaccio. Solo così sarà possibile restituire davvero sicurezza e dignità ai quartieri", conclude Battaglia.

Questura e Prefettura fanno ciò che è possibile con quello che hanno a disposizione, ma è evidente che ci troviamo davanti a un fallimento del Governo” conclude Caliste. Si chiedono, quindi, interventi, si chiede aiuto per poter rendere nuovamente abitabile un angolo della città che ha molto da dare e che, per varie ragioni, si sta spopolando per uno stereotipo che ormai si è consolidato.