Si è spento oggi a Roma, all’età di 94 anni, Furio Colombo, figura di spicco nel panorama del giornalismo italiano e della cultura per oltre sette decenni. Accanto a lui, negli ultimi momenti, la moglie, la scrittrice Alice Oxman, e la figlia Daria. Colombo lascia un'eredità ricca di riflessioni e racconti sui grandi cambiamenti sociali e culturali del nostro tempo.
Colombo, testimone dei mutamenti dell'America
Grande esperto della realtà statunitense, Colombo ha raccontato con straordinaria capacità narrativa momenti cruciali della storia americana. Dalle cronache sull’era di John Fitzgerald Kennedy alla guerra del Vietnam, fino allo scandalo Watergate che segnò la presidenza di Richard Nixon, Colombo ha saputo analizzare con lucidità i profondi mutamenti che attraversavano gli Stati Uniti, offrendo al pubblico italiano una finestra privilegiata su un mondo in trasformazione.
Saggista e osservatore del potere mediatico
Colombo non è stato solo un cronista, ma anche un acuto saggista. Nei suoi scritti ha esplorato con particolare attenzione il rapporto tra mezzi di comunicazione e realtà, mettendo in evidenza l’influenza della televisione sull’opinione pubblica. Le sue riflessioni sui media e sulla loro capacità di plasmare la percezione collettiva hanno contribuito in modo significativo al dibattito culturale e sociale, rendendolo una voce autorevole e rispettata.
L'ultimo saluto a Roma
Il funerale di Furio Colombo si terrà domani, mercoledì 15 gennaio, alle ore 15 presso il Cimitero Acattolico di Roma. Con la sua scomparsa, l’Italia perde un testimone attento e sensibile della modernità, capace di leggere e raccontare il mondo con profondità e intelligenza.
Scrive la famiglia in una nota: “Intensissima la sua attività di giornalista che lo ha visto inviato della Rai e corrispondente dagli Stati Uniti, editorialista di Repubblica, direttore de L'Unita, fondatore del Fatto Quotidiano. Parlamentare per tre legislature per i DS L'Ulivo e il PD. Ha svolto un'intensa attività culturale come autore di testi letterari e cinematografici e diretto per tre anni l'Istituto di Cultura di New York, nonché titolare di cattedra alla Columbia University. Ha svolto anche incarichi aziendali prima alla Olivetti e poi come Rappresentante Fiat negli Stati Uniti''.