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Moratti su Roma e Totti: il no di Sensi e l'abbraccio con Gasperini

Moratti su Roma e Totti: il no di Sensi e l'abbraccio con Gasperini

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Massimo Moratti torna a parlare di Roma e di una trattativa rimasta nella memoria dei tifosi: l'ex presidente dell'Inter ha ricordato il tentativo di portare Francesco Totti a Milano, il confronto con Gian Piero Gasperini dopo l'esonero e l'apprezzamento per uno dei protagonisti giallorossi di oggi.

Le parole su Gasperini

Moratti ha ricostruito il rapporto con l'attuale tecnico giallorosso, segnato da un addio complicato ai tempi nerazzurri ma seguito da un chiarimento personale. Così il racconto dell'ex presidente: "Ci siamo incontrati - dopo aver chiuso male la loro avventura lavorativa - stretti la mano, abbracciati. Non ho rancore, lui forse sì, e sarebbe giustificato. Fu un momento sfortunato, non vincevamo una partita".

Il retroscena su Totti e il no di Sensi

Tra i passaggi più significativi, il retroscena su Francesco Totti e il muro alzato dall'allora presidente giallorosso Franco Sensi. Le parole di Moratti restano nette: "Totti, ci provai. Dissi a Sensi che non avrei fatto storie sul prezzo. Mi rispose che non se ne parlava. Si comportò da romanista, non da commerciante. Dalla Roma presi Batistuta, fece un gol soltanto ma lo rifarei". Un ricordo che sottolinea il valore simbolico del capitano per la città e per la squadra, oltre alla fermezza del club capitolino nel difendere il proprio leader.

L'attenzione sulla Roma di oggi

Lo sguardo di Moratti si è poi spostato sulla Roma attuale, con un giudizio positivo su un profilo offensivo inserito nell'attacco giallorosso accanto a Paulo Dybala. L'ex presidente ha spiegato: "Mi piace Malen di questa Roma, si muove bene, vede la porta, dialoga con Dybala". Un riconoscimento alle qualità tecniche di Donyell Malen e alla sua intesa con l'argentino, elementi che stanno caratterizzando la manovra offensiva dei capitolini.

Il precedente Batistuta

Nelle sue considerazioni, Moratti ha ricordato anche l'arrivo di Gabriel Batistuta dall'ambiente giallorosso, definendolo un'operazione che, pur con un bilancio realizzativo limitato, rifarebbe. Un passaggio che ribadisce la stima per i grandi interpreti legati a Roma e il peso delle scelte tecniche in anni complessi per l'Inter.