Roma, 21 maggio 2026. La Corte di Cassazione ha confermato in via definitiva la confisca del centro sportivo Don Pino Puglisi e dei beni riconducibili al clan Gambacurta. La decisione pone fine a una lunga vicenda giudiziaria che interessa da vicino Montespaccato e l’intera città di Roma, rafforzando un percorso di legalità avviato negli anni sul territorio.
La decisione definitiva
Con il pronunciamento della Suprema Corte si consolida l’esperienza maturata attorno all’impianto di Montespaccato, affidata al lavoro dell’ASP Asilo Savoia e di una rete istituzionale e sociale che ha restituito il luogo alla comunità. Il centro, un tempo segnato dalla presenza criminale, è divenuto un presidio di sport, inclusione sociale e legalità, simbolo di come i beni confiscati possano tornare a beneficio del territorio.
Il valore per Montespaccato
Nell’ultimo anno la struttura è stata oggetto di intimidazioni e atti vandalici. Di fronte a questi episodi, il quartiere, le istituzioni, le associazioni e le famiglie hanno reagito con fermezza, riaffermando la centralità della partecipazione civica. In questo quadro rientra anche il progetto “Talento & Tenacia”, nato nel 2016, che ha favorito opportunità e coinvolgimento per molte ragazze e ragazzi, contribuendo a rinsaldare il legame tra sport e coesione sociale.
Le parole di Zevi
ZEVI: “VINCONO LE ISTITUZIONI E LA COMUNITÀ”
“La decisione definitiva della Corte di Cassazione che conferma la confisca del centro sportivo Don Pino Puglisi e dei beni riconducibili al clan Gambacurta rappresenta una notizia importante per Roma e per Montespaccato. Si chiude definitivamente una lunga vicenda giudiziaria e si consolida un’esperienza che, grazie al lavoro dell’ASP Asilo Savoia e della rete istituzionale e sociale costruita in questi anni, ha trasformato un luogo segnato dalla presenza della criminalità in un presidio di legalità, sport e inclusione sociale. Si tratta, inoltre, di una grande notizia che arriva proprio nel giorno dell’iniziativa pubblica per i dieci anni di “Talento & Tenacia”, un progetto nato nel 2016 che ha costruito opportunità, partecipazione e futuro per centinaia di ragazze e ragazzi. Nell’ultimo anno questo centro ha subito intimidazioni e atti vandalici ma, ogni volta, il quartiere, le istituzioni, le associazioni e le famiglie hanno risposto con fermezza, dimostrando che Stato e comunità insieme sono sempre più forti di ogni tentativo di riportare paura e silenzio. Roma Capitale continuerà a sostenere con determinazione i percorsi di valorizzazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata, perché la legalità si costruisce, anche e soprattutto, restituendo spazi al territorio e alla collettività”.