È denominato modello Caivano. Consiste in una serie di interventi infrastrutturali e di riqualificazione in quartieri difficili come quello in provincia di Napoli. Il governo ne ha individuati 7, tra i quali il Quarticciolo, a Roma, in cui replicare i provvedimenti decisi dopo la violenza sessuale ai danni di due ragazzine di 10 e 12 anni avvenuta a luglio del 2023 proprio a Caivano.
Il Quarticciolo di divide
Il quartiere romano sulla necessità di importare quanto visto a Caivano, però, si è spaccato. Da una parte ci sono i residenti che nell'intervento diretto del governo vedono la possibilità concreta di sostenere la lotta allo spaccio e alle occupazioni abusive, dall'altra cittadini e associazioni, come ‘Quarticciolo Ribelle’, che invece definiscono il modello Caivano solo un intervento spot che non tiene conto delle esperienze dei territori.
“Noi siamo contrari al modello Caivano, ma non siamo contrari agli interventi che forniscano delle risorse al quartiere. Noi siamo felici che arrivino queste risorse, che chiediamo da tantissimo”, dice Alessia Pontoriero di Quarticciolo Ribelle.
Franco: "In quartieri come il Quarticciolo serve l'intervento dello Stato"
C'è invece chi il modello Caivano l'avrebbe voluto nel proprio territorio. Come Nicola Franco, presidente del VI municipio di Roma, l'unico amministrato dal centrodestra nella Capitale, che aveva chiesto l'intervento diretto del governo, in particolare nel quartiere villaggio Falcone, spesso teatro di episodi di cronaca.
“Stiamo parlando di periferie che in questo momento sono ormai ostaggio della criminalità e del grande spaccio della droga – dichiara a Radio Roma Nicola Franco. - Come municipio avevamo chiesto di inserire villaggio Falcone perché abbiamo la stessa problematica: è una delle piazze di spaccio più grandi d'Europa. Crediamo che quando si ha a che fare con clan mafiosi, perché questa è il giusto termine, che gestiscono queste piazze di spaccio, c'è bisogno della presenza forte da parte del le Istituzioni e delle forze di Polizia. Andare contro un decreto che appunto arrivi proprio a questo, a liberare questi luoghi da chi vive di criminalità credo sia una scelta, insomma azzardata”.