“Due visioni comparate dell’Amore. Differenze e affinità di stile tra Jack London e Federico Moccia”. Questa la tesi con cui lo scrittore Federico Moccia si è laureato in Lettere Moderne a 59 anni. Una scelta, quella di scrivere una tesi su se stesso, che ha fatto molto discutere sui social. Sono stati svariati, infatti i commenti ironici sulla scelta dell’autore che nei primi anni 2000, con il libro Tre metri sopra il cielo, ha venduto milioni di copie.
In un’intervista al Corriere della Sera, Moccia ha però chiarito di non volersi paragonare a Jack London: “Ma certo che no”. E sull’ironia fatta sui social: “Lo so. Ma mi scivola. Per me conta esser con la coscienza a sposto. Scrivere un buon libro. Senta, io ho fatto una tesi di laurea che è stata apprezzata dai docenti. Che hanno riso quando ho raccontato loro la vita dei personaggi del mio libro “Tre metri sopra il cielo”. Non conoscevano la storia”.
Spiega lo scrittore: “In “Tre metri sopra il cielo” c’era la mia storia. Nessuno all’epoca ci credeva. Mi dicevano: ma è inverosimile, amori giovanili, corse di moto, notti folli. Non può essere vero. E io a ripetere: è la mia vita che ho raccontato”.
Moccia racconta come è arrivato il paragone con Jack London: “Anche lui rintuzzava la critica, anche lui fu costretto a dire che si era ispirato alla sua vita. Gli davano addosso perché sostenevano che un uomo di successo come lui non poteva provenire dal basso. Non poteva aver fatto tutti quei lavori umili, un marinaio. Con quella capacità di scrittura”.
G.